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La lotta contro il tumore neuroendocrino del pancreas

Redacción TopDoctors

alle ore 17:09h

Con la collaborazione del Dott. Modesto José Varas Lorenzo di Barcelona.

Il tumore al pancreas è molto pericoloso e l'indice di sopravvivenza a questa malattia è particolarmente basso. Esistono delle cure e dei trattamenti che possono essere seguiti, come spiega il nostro esperto in gastroenterologia

Il caso di Steve Jobs

Steve Jobs, cervello della Apple, ha combattuto per sei anni un tumore metastatico e neuroendocrino del pancreas, variante meno conosciuta del tumore al pancreas. Dopo aver realizzato una serie di terapie alternative, si è sottoposto a chirurgia pancreatica per rimuovere le cellule maligne del pancreas e, dopo il successo dell’operazione, si è sottoposto a un trapianto epatico per metastasi di quest’organo. Questo trapianto ha stimolato la propagazione delle cellule maligne in altri organi in cui il tumore non era stato diagnosticato, e l’operazione per tale motivo fu un fallimento.

Quali sono i tumori neuroendocrini?

I tumori neuroendocrini pancreatici fanno parte del 1-3% dei tipi di tumori pancreatici e si differenziano per la loro ridotta aggressività rispetto agli altri tumori pancreatici. 
La sopravvivenza media per il cancro al pancreas è di 6-12 mesi, mentre per i tumori neuroendocrini si può arrivare a vari anni, come nel caso di Steve Jobs. 

Aspettativa di vita del tumore

I tumori endocrini sono più semplici da individuare del cancro normale e per questo possono essere diagnosticati in anticipo. In questa classe di tumori, la sopravvivenza media di circa 5 anni supera il 30%. La sua incidenza colpisce persone tra i 40 e 60 anni.
La maggior parte dei tumori neuroendocrini del pancreas sono asintomatici, non funzionanti, silenziosi e “incidentalomi”, ovvero si individuano casualmente a causa dell’assenza di sintomi. Circa il 30% presentano sintomi derivati dall’ipersecrezione ormonale (insulina, glucagone, gastrina, serotonina, etc.).

L’apparizione della metastasi nei tumori

Sia per i tumori benigni che per quelli maligni, il processo di propagazione delle cellule tumorali si può realizzare in qualsiasi parte dell’organismo al di fuori del tumore primitivo. In questi casi di malattia avanzata metastatica è possibile effettuare trattamenti analoghi come con la somatostatina e con due farmaci usciti di recente: sunitinib e everolimus. In caso di metastasi epatiche possono essere eseguiti solo trapianti epatici. Il pronostico e la sopravvivenza dipendono fondamentalmente dalla possibilità di eseguire una chirurgia curativa (rimozione del tumore).

Articolo redatto con la collaborazione del Dott. Modesto José Varas Lorenzo di Barcelona, specialista in Gastroenterologia.

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