Alterazioni del microbiota: cosa succede al nostro corpo?

Autore: Dott. Nicola Castaldini
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Le alterazioni del microbiota intestinale che portano ad un certo grado di disbiosi, tale da alterare il normale rapporto commensale con l’uomo, sono associate e talvolta determinano un ampio spettro di quadri patologici, sia a carico del tratto gastroenterico che di altri organi ed apparati. Ce ne parla il nostro esperto in Medicina Interna a Forlì-Cesena, il Dott. Nicola Castaldini

Malattie del tratto gastroenterico

Un certo grado di disbiosi determina spesso disturbi del tratto gastroenterico, come:

  • Meteorismo
  • Dolore o fastidio addominale
  • Alterazioni dell’alvo, più spesso in modo transitorio e legato ad eventi intercorrenti.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD, Inflammatory Bowel Disease), quali morbo di Crohn e Rettocolite ulcerosa, sembrano la conseguenza di una complessa interazione tra predisposizione genetica, fattori ambientali e MBI. In sintesi, in individui geneticamente predisposti, una serie di fattori ambientali (alcool, stress, fumo, farmaci, dieta inadeguata, ecc.) determinerebbe uno stato di disbiosi intestinale, che porta a riduzione della diversità batterica: il risultato è una lesione dell’integrità mucosale ed uno stato infiammatorio persistente che determina i sintomi ed i segni della malattia intestinale. Inoltre, il GALT (sistema linfoide associato all’intestino) attivato dalla disbiosi liberebbe una serie di fattori che attivano e mantengono l’infiammazione a carico di altri organi oltre all’intestino, determinando le manisfestazioni cliniche extra-intestinali della malattia (es. artriti, endocardite, tiroidite, alopecia, psoriasi, uveiti, ecc.). Alterazioni del microbiota sono inoltre legate alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS: Irritable Bowel Syndrome) e alla celiachia. Tra i fattori ambientali favorenti lo sviluppo di celiachia in soggetti predisposti rientrano probabilmente sia la modalità del parto (naturale vs cesareo) che di allattamento. Infine, tra le malattie del tratto gastroenterico connesse ad una disbiosi va menzionato il cancro del colon-retto, il cui trattamento è rimandato all’area oncologica.

Malattie oncologiche

Il cancro del colon-retto ha una patogenesi complessa, nella quale rientra ormai in modo assodato il ruolo del MBI, considerato oggi un fattore chiave per ridotta sintesi di metaboliti protettvi, aumentata sintesi di metabolismi nocivi, attivazione dell’infiammazione a basso grado e presenza di specifici patogeni. Basti pensare che il 95% dei composti fitochimici ingeriti con la dieta arriva immodificato nel colon, dove viene metabolizzato da parte degli enzimi del MBI in una miriade di composti secondari, ciascuno caratterizzato da una attività maggiore o minore rispetto al composto di partenza. Ruolo cruciale in questo processo che vede il MBI protagonista della cancerogenesi è giocato dall’alimentazione, sia indirettamente nel determinare la composizione del MBI stesso, sia direttamente nel fornire sostanze potenzialmente nocive. Esistono evidenze che correlano una disbiosi intestinale allo sviluppo di malattie oncologiche diverse da quella colo-rettale. Tra queste, ricordiamo mammella, pancreas, colecisti, laringe, cute.

Patologie metaboliche

ragazza che mostra la panciaIl MBI è coinvolto nella regolazione dell'omeostasi energetica, giocando un ruolo centrale nei processi metabolici, sia in senso protettivo che nocivo. Il MBI è infatti capace di fornire fino al 15% dell’apporto calorico giornaliero estratto da cibo, oltre a regolare l'assorbimento dei nutrienti ed il loro metabolismo e numerosi studi confermano il suo ruolo nello sviluppo dell’obesità. La disbiosi è correlata all’alterata permeabilità intestinale che a sua volta si correla con l’obesità viscerale, lo stato infiammatorio di bassi grado, l’insulina resistenza e la steatosi epatica non-alcolica.

Patologie cardiovascolari

Negli ultimi anni è emersa in modo sempre più convincente la correlazione tra MBI e patologie cardiovascolari. Ad esempio, la concentrazione elevata nel sangue e nelle urine di trimetiletanolamina (TMAO) sarebbe un fattore di rischio indipendente (da colesterolo, ipertensione, fumo, diabete, omocisteina, ecc.) per infarto, ictus o morte improvvisa ed a una mortalità significativamente aumentata in pazienti con scompenso cardiaco. Altro ruolo del MBI nelle patologie cardiovascolari sembra essere mediato da un effetto sulla pressione arteriosa.

Patologie cutanee e allergie

La maggioranza dei microrganismi sulla nostra cute sono commensali e solo in particolari occasioni possono essere patogeni o prevenire la colonizzazione da parte di patogeni. Il MB cutaneo può diventare pericoloso in alcune situazioni:ragazza con le mani sui fianchi che guarda la pancia

  • Perdita dell’integrità della barriera cutanea per traumi;
  • Malattia cutanea o uso di presiedi invasivi (cateterismo di una vena centrale);
  • Terapie immunosoppressive;
  • Stato di immunodeficienza per tumori o HIV;
  • Età estreme (soggetti molto giovani o molto anziani);
  • Deficit immunitari genetici.

In particolare, il MB svolge un ruolo determinante nell’insorgenza di dermatite atopica, acne e ad allergie, come quella al Nichel. L’allergia al Nichel può essere da contatto (una delle più frequenti nel mondo occidentale) ma può anche diventare sistemica, con la presenza di sintomi quali eczema nelle sedi più svariate, orticaria cronica, stomatiti, glossite, dolori addominali, esofagite da reflusso, gastrite e colon irritabile come conseguenza di un’attivazione generale del sistema immunitario.

Al momento armi utili sono una dieta idonea al ripristino di un idoneo MB che possa influenzare positivamente il sistema immunitario.

Dott. Nicola Castaldini
Medicina interna

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