Alzheimer: è possibile sconfiggerlo?

Alzheimer: una demenza senile difficile da sconfiggere

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 16/08/2018
Editor: Top Doctors®

 

Il morbo di Alzheimer è uno dei disturbi più frequenti al giorno d’oggi e circa il 60% delle demenze sono dovute a questa patologia. Il morbo colpisce maggiormente alcune fasce d’età: difatti, il 2% dei casi si registra tra i 65-69 anni e il 60% nei soggetti over 90. Di seguito il nostro esperto ci spiega in Neurologia le caratteristiche e i possibili trattamenti

L’Alzheimer è una patologia molto diffusa tra le persone anziane. Essa è caratterizzata dalla demenza senile: le persone colpite cominciano a non ricordare alcuni particolari della vita quotidiana e, con il passare del tempo e con l’evoluzione del morbo, arrivano al punto in cui il non riescono a riconoscere nemmeno i familiari.

 

Cause legate all’Alzheimer

Nel 10% dei casi di Alzheimer gli elementi scatenanti sono legati a fattori ereditari, il 30% presenta casi analoghi all’interno del contesto familiare e il restante 60% sono valutati come casi sporadici. Nonostante non si conoscano le cause esatte, gli effetti della patologia sui neuroni sono conclamati: vengono prodotti depositi non solubili composti dalle proteine betamiloide e Tau che danneggiano le cellule cerebrali. Inoltre, esistono fattori di rischio come l’età, la storia medica familiare, il sesso femminile, i traumi cranio-encefalici, la dislipidemia, l’inattività fisica e intellettuale, il fumo e una dieta povera di verdura e frutta.

 

Trattamento per il morbo d’Alzheimer

Il trattamento farmacologico previsto per l’Alzheimer risulta poco efficace. Esistono due tipi di farmaci che migliorano alleviano discretamente i sintomi del morbo e per un limitato periodo di tempo: gli inibitori dell’acetilcolinesterasi e della memantina. Il trattamento non farmacologico, invece, più efficace secondo studi più recenti, prevede la riabilitazione cognitiva, l’esercizio fisico specifico e un’alimentazione corretta al fine di combattere la demenza. Non bisogna dimenticare che, in presenza di complicazioni, è possibile assumere altri farmaci (antidepressivi e antipsicotici). Tutt’ora la ricerca sta tentando di sviluppare farmaci in grado di evitare il deposito delle proteine che danneggiano i neuroni.

 

Articolo redatto in collaborazione con il Dr. Pablo Casariego, specialista in Neurologia

 Redazione di Topdoctors

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