Andropausa: quali effetti ha sulla sessualità?

Autore: Dott. Andrea Militello
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Editor: Top Doctors®

I cambiamenti ormonali nell'uomo possono essere sintomi di andropausa. Il Dott. Andrea Militello, esperto di Andrologia a Roma, ci parla della diagnosi e del trattamento di questa condizione

Cos’è l’andropausa?

L’andropausa viene definita per facilità il corrispettivo della menopausa della donna. Alcuni andrologi non concordano, in quanto il processo di andropausa è un lento declino e non una pausa improvvisa. È una condizione psicofisica in cui si crea un’alterazione dell’equilibrio ormonale che ha conseguenze negative su alcuni aspetti della vita e del metabolismo dell’uomo.

 

Quali sono i principali sintomi dell’andropausa?

Per quanto riguarda la branca andrologica i sintomi più importanti sono legati alla comparsa di un’astenia sessuale, un calo della libido e di conseguenza una risposta erettile meno valida. Da un punto di vista sistemico spesso si associa a stanchezza fisica, perdita di forza e tono muscolare, riduzione della massa magra, minor interesse verso le normali attività prima affrontate con più vigore.

 

Quali sono le cause dell’andropausa?

La causa principale è senz’altro ormonale: calo del DHEA (Deidroepiandrosterone), calo del testosterone, aumento dell’omocisteina, calo della Vitamina D3. Chiaramente il sommarsi di problematiche vascolari e metaboliche non fa che accentuare il problema. Se sgonfiamo le gomme ad una macchina il cui motore non funziona più bene, andremo ancora più piano!

 

Come si effettua la diagnosi di andropausa?

La diagnosi necessita di un prelievo ematico per il dosaggio dei suddetti ormoni, compresi quelli che rappresentano la funzione della tiroide. In quanto specialista urologo oltre che andrologo mi permetto di consigliare anche una vista con studio della prostata. A completamento per la parte andrologica si consiglia un Ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi e/o un Rigiscan test notturno.

 

Quali sono i principali trattamenti per l’andropausa?

L’alimentazione e l’attività fisica giocano un ruolo estremamente predominante e fondamentale. Eliminiamo i cibi spazzatura e dedichiamo le prime ore del mattino all’attività sportiva che più ci aggrada. La terapia ormonale sostitutiva è utile quando i livelli di testosterone sono molto bassi. Anche l’integrazione di vitamina D e DHEA è molto importante. Esistono poi integratori a base di Tribolus o di Eurycoma Longifolia che possono aiutarci. È obbligatorio a questo punto avere un andrologo di riferimento per un giusto percorso diagnostico e terapeutico.

 

Dott. Andrea Militello
Andrologia

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