Ansia e attacchi di panico: sono la stessa cosa?

Autore: Dott. Antonino Todaro
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

È un pensiero molto comune che gli attacchi di panico e l’ansia siano la stessa cosa, ma dal punto di vista clinico presentano caratteristiche molto differenti ed è quindi importante distinguerli e conoscerli nel dettaglio per riuscire a superarli. Ne parla il Dott. Antonino Todaro, esperto in Psichiatria a Messina

 

L’attacco di panico è una crisi d’ansia i cui sintomi, solitamente rappresentati da disorientamento, sudorazione, paura di morire e Pauraincapacità di controllo, tendono a manifestarsi simultaneamente e sono determinati dall’insorgenza improvvisa di una sensazione generale di paura

Questa sensazione si genera quando il sistema nervoso si sente minacciato o in pericolo. 

I principali sintomi, secondo il DSM 5, che caratterizzano l’attacco di panico sono:

  • Tachicardia o palpitazioni
  • Aumento della sudorazione
  • Difficoltà respiratorie (fiato corto o fatica a respirare)
  • Dolore al petto
  • Nausea
  • Vampate di calore o brividi di freddo
  • Parestesie (formicolio o intorpidimento)
  • Derealizzazione (sensazioni di irrealtà) e depersonalizzazione (sentirsi distaccati da se stessi) 
  • Paura di morire

L’ansia, invece, rappresenta uno stato psichico di un individuo, solitamente cosciente, che viene assalito da una sensazione di intensa preoccupazione o di paura, e può manifestarsi davanti a situazioni di disagio. Il soggetto ansioso si sente nervoso e inquieto e non riesce a respirare bene e presenta difficoltà a concentrarsi. L’ansia, se non controllata, può diventare una costante nella mente e nella vita di chi ne soffre.

È possibile imparare a gestire queste due condizioni?

Gestire l’ansia o gli attacchi di panico non è impossibile, tuttavia, una volta esclusa l’origine organica del disturbo, è necessario intraprendere un percorso cognitivo-comportamentale, oltre che l’uso di una terapia farmacologica nei casi dove richiesto, affiancando uno specialista che può individuare le possibili cause alla base di queste due manifestazioni emotive e trovare, quindi, il metodo migliore per superarle.

Tuttavia risulta difficile per la persona che ne soffre riconoscere il proprio problema e convincersi del bisogno di rivolgersi ad un medico: per questo motivo, molti soggetti convivono per diversi anni con tali patologie prima di avere il coraggio necessario per chiedere aiuto. 

Quali sono i rischi se non si interviene rapidamente?

Spesso il paziente affetto da ansia o attacchi di panico cerca di capire da solo quale sia il male o la causa del proprio disagio. Il sentimento di impotenza di fronte all’impossibilità di trovare il motivo di queste due panicocondizioni crea una continua sensazione di stress che peggiora lo stato d’animo e allontana la soluzione del problema: per questa ragione è possibile che il soggetto inconsciamente cambi il proprio modo di essere, l’umore e la conduzione dello stile di vita. Non solo, il paziente può mettere in atto comportamenti di evitamento, restringendo il suo campo di azione attraverso l’autoisolamento, ed associarsi agarofobia, cioè il timore degli spazi affollati.

 Può capitare, infatti, che con il passare del tempo possa insorgere la depressione causata dal senso di angoscia in cui il paziente vive costantemente; invece, le persone che per lungo tempo hanno sofferto di depressione possono sviluppare una percezione di pericolo e pensieri distruttivi che sfociano in attacchi d’ansia o di panico. Spesso il disturbo di panico è presente in comorbidità al Disturbo depressivo maggiore, ai disturbi del comportamento alimentare e al Disturbo Post-traumatico da stress.

Ansia, attacchi di panico e mondo femminile

Le statistiche mostrano che l’ansia e gli attacchi di panico siano condizioni molto comuni, soprattutto nella popolazione occidentale che vive nella frenesia delle grandi città. Oltre a questi dati, tuttavia, si è notato come il 70% delle persone che accusano questi disturbi siano donne: molti studi hanno cercato di dare risposta al perché di questa prevalenza, arrivando alla conclusione che sono diversi i fattori per i quali ansia e attacchi di panico sono maggiormente legati al sesso femminile. 

Elementi biologici, ambientali e psicologici favoriscono l’insorgenza di tali patologie: l’influenza ormonale, il diverso assetto del sistema della serotonina centrale, il peso delle responsabilità che socialmente vengono associate alle donne (essere una buona madre, moglie e professionista o essere in grado, ad esempio, di occuparsi delle persone più bisognose che fanno parte della propria vita), sembrano essere le cause per cui le donne risultano esserne più soggette.

Qual è la soluzione per combattere l’ansia e gli attacchi di panico?

L’unica soluzione per uscire definitivamente dal tunnel dell’ansia e degli attacchi di panico è quella di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, che intraprenderà con il paziente un percorso cognitivo-comportamentale con l’obiettivo di eliminare le paure provate dal soggetto al fine di riacquisire quella sicurezza per affrontare con serenità la vita quotidiana.

 

Dott. Antonino Todaro
Psichiatria

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