Apnee ostruttive nel sonno nell’anziano

Autore: Dott.ssa Cristina Anna Maria Lo Iacono
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L'apnea ostruttiva nel sonno (OSA) è un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da un collasso intermittente completo o parziale delle vie aeree, con conseguenti episodi di apnea ed ipopnea. Le pause respiratorie causano effetti avversi acuti tra cui desaturazione ossiemoglobinica, variazioni della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, aumento dell’attività simpatica, arousal corticali (microrisvegli) e frammentazione del sonno. Ne parla la Dott.ssa Cristina Anna Maria Lo Iacono, esperta in Geriatria a Roma

Quali sono i sintomi associati all’apnea ostruttiva nel sonno?

Questo disturbo determina un’alterazione qualitativa del riposo notturno che può portare alla comparsa di donna anziana dal medicosintomi durante la veglia come l’eccessiva sonnolenza diurna e la stanchezza.

In presenza di sintomi, la condizione viene chiamata sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), conosciuta anche come sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno (OSAHS).

Qual è l’incidenza della patologia?

Diversi studi hanno dimostrato che l'OSA è un disturbo molto diffuso, sia nella popolazione generale che in specifici sottogruppi di individui con patologie correlate e la prevalenza è aumentata nel tempo anche a causa dell'aumento dei tassi di obesità, riconosciuta come il più importante fattore di rischio per l’OSA.

Inoltre questo disturbo sta emergendo come un grave problema di salute, in particolare nei paesi ad alto reddito. Il suo elevato impatto è correlato sia ai costi sanitari attribuibili alla sola patologia OSA sia al suo contributo come fattore di rischio per disturbi cardiovascolari, metabolici e psichiatrici come ipertensione, ictus, scompenso cardiaco, diabete e depressione, considerate come priorità sanitarie globali.

Riguardo la popolazione italiana, secondo il medesimo studio, tra gli individui di età compresa tra i 30 e i 69 anni sarebbero circa 6,8 milioni (20,5%) gli affetti da OSA (AHI ≥5 eventi/h), di cui circa 4 milioni (12%) con OSA di grado moderato-grave (AHI ≥15 eventi/h).Dunque, con quasi 1 miliardo di persone colpite nel mondo e con una prevalenza superiore al 50% in alcuni paesi, l’OSA rappresenta una condizione con un notevole impatto sulla salute mondiale ed importanti risvolti anche a livello economico e sociale; tuttavia, è largamente sotto-diagnosticata, tanto da stimare che non sia individuata nel 93% delle donne e nell’82% degli uomini con sindrome moderata-grave.

OSA nella popolazione geriatrica: caratteristiche generali

L’OSA è una comune condizione in età geriatrica e la sua prevalenza aumenta con l’età.mani donna anziana

Nonostante l’alta prevalenza, l’OSA non è riconosciuta e difficilmente diagnosticata per la estrema eterogeneità della popolazione geriatrica e per i diversi criteri diagnostici adottati.

L’OSA nella popolazione geriatrica è associata a peggioramento delle malattie cardio-cerebrovascolari e delle funzioni cognitive.

La prevalenza dei DRS nei pazienti anziani in una popolazione generale può variare dal 20 al 40% con un picco tra 60-65 anni mentre la differenza tra i sessi si riduce dopo la menopausa. La prevalenza dell’OSA nella popolazione ha un andamento incrementale in rapporto all’età.

Negli anziani con più di 65 anni è dimostrato che il 70% degli uomini ed il 58% delle donne presentano più di 10 apnee per ora di sonno. (Young T et al, 2002).

Vi sono tanti dubbi e poche certezze per la scarsità dei dati della letteratura scientifica su fisiopatologia dell’OSA nell’anziano e sull’applicabilità delle attuali linee guida OSA del giovane/adulto nella popolazione geriatrica OSA.

L’OSA nella popolazione geriatrica è associata a peggioramento delle malattie cardio-cerebrovascolari e delle funzioni cognitive.

Negli anziani le apnee sono più spesso poco sintomatiche o asintomatiche. Sono meno correlate alla presenza di obesità. La progressione della severità dell’AHI è minore. Pur potendo ancora comportare un aumento del rischio cardiovascolare, soprattutto ictus, sembrano associarsi ad una minore mortalità.

Come avviene la diagnosi di OSA negli anziani?

La diagnosi clinica di OSA nella popolazione geriatrica è problematica a causa della differente espressione dei sintomi quali: la eccessiva sonnolenza diurna, i sintomi diurni sono meno comuni che negli adulti, gli anziani confrontati con i giovani con lo stesso AHI presentano meno sonnolenza diurna, spesso enuresi, disfunzione cognitiva ed alterazione del tono dell’umore.

Dal punto di vista fisiopatologico, con l’avanzare dell’età aumenta la collassabilità delle alte vie aeree, misurata come pressione critica di chiusura faringea (Pcrit), la perdita dei denti contribuisce a destabilizzare le vie aeree superiori durante il sonno nell’anziano, in soggetti portatori di protesi le apnee nel sonno aumentano quando dormono senza dentiera. La prevalenza delle comorbidità aumenta con l’età, Il 50% di pazienti con scompenso cardiaco cronico presenta disturbi respiratori nel sonno e i disturbi respiratori del sonno sono comunemente Uomo e donna di terza età dal medicoassociati a disturbi neurocognitivi.

L’OSA nella popolazione geriatrica è associata a peggioramento delle malattie cardio-cerebrovascolari e delle funzioni cognitive.

Quali sono i vantaggi del trattamento di ventilazione meccanica a pressione positiva continua?

Il trattamento con ventilazione meccanica a pressione positiva continua si è dimostrato efficace nel ridurre i tassi di morbidità cardiaca e la mortalità in pazienti anziani OSA. Gli OSAS gravi non trattati avrebbero un più alto rischio di mortalità cardiovascolare e per tutte le cause rispetto al gruppo OSAS gravi trattato con CPAP, tuttavia non è certo il beneficio di tale procedura sul declino cognitivo.

Nei pazienti anziani con OSA severa il trattamento con CPAP determina un miglioramento della qualità della vita, un miglioramento dei sintomi correlati al sonno un miglioramento della depressione e dell’ansietà un miglioramento dello stato cognitivo.

 

Dott.ssa Cristina Anna Maria Lo Iacono
Geriatria e Gerontologia

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