Autopalpazione per il tumore al seno: perché è importante?

Autore: Dott.ssa Mariagloria Marino
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Editor: Top Doctors®

26 donne su 100 ha superato il cancro da oltre 10 anni: ecco perché è importante la prevenzione, come afferma la Dott.ssa Marino, esperta in Chirurgia Generale a Catania

Il numero delle donne vive dopo la diagnosi di tumore al seno è aumentato del 26% negli ultimi 8 anni: è questo il dato di recente pubblicazione che emerge dai Registri Tumori, numeri che sono da ricondurre al potenziamento delle campagne di prevenzione, degli strumenti diagnostici e terapeutici e, in particolare, ad una maggiore diffusione della diagnosi precoce. Abbiamo chiesto alla Prof.ssa Marino, specialista presso il Centro catanese di Oncologia di Catania, come prevenire tale neoplasia e quando eseguire gli screening di routine.

Autopalpazione per tumore al seno: come e con quale frequenza?

Il tumore alla mammella rappresenta oggi la neoplasia più frequente per le donne, per questo l’autopalpazione eseguita ogni 3 mesi è utile per consentire una diagnosi più precoce. Essa si esegue di solito dalla posizione supina con la mano aperta cercando di esplorare tutta la mammella. Al primo dubbio è bene consultare un senologo specialista.

Screening oncologici: quali?

Lo screening oncologico è fondamentale per individuare quelle lesioni non palpabili per le quali il trattamento precoce consente una guarigione. Dai 40 anni è consigliato eseguire una mammografia ogni anno, ma se in famiglia ci sono stati casi di tumore alla mammella è bene consultare uno specialista senologo per eseguire dei controlli prima dei 40 anni.

Tumore al seno e stili di vita

È bene mantenere un corretto stile di vita per ridurre il rischio di tumore alla mammella. In primo luogo l’alimentazione che deve essere equilibrata, povera di grassi e ricca in frutta e verdura; inoltre il fumo e l’alcol vanno consumati con moderazione.

Test genetici specifici per il tumore al seno: cosa sono?

Esistono dei test genetici per le donne che hanno una elevata familiarità che permettono di definire il rischio di sviluppare in futuro un cancro al seno.

 

 

Editor: Valerio Bellio

Dott.ssa Mariagloria Marino
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