Cancro al colon: la cura inizia dalla prevenzione!

Autore: Prof. Andrea Ederle
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Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Andrea Ederle, esperto in Gastroenterologia a Verona, spiega come prevenire il cancro al colon, una patologia che colpisce 4 persone su 100 in Italia

 

In cosa consiste il cancro al colon?

Il cancro al colon è un tumore che si sviluppa nella stragrande maggioranza dei casi da un adenoma, un tumore benigno chiamato comunemente polipo, in un periodo di tempo di circa 10/15 anni. È molto più comune nei paesi occidentali e nei paesi più sviluppati. In Italia si stima che 4/5 persone su 100 si ammalino di cancro del colon, senza una particolare distinzione tra uomini e donne.

 

Quali sono le cause ed i sintomi del cancro al colon?

I maggiori fattori di rischio del cancro al colon sono la familiarità, l'età e lo stile di vita. Purtroppo il tumore al colon spesso si sviluppa senza sintomi e lo si scopre quando ormai è troppo tardi. I sintomi più significativi sono la perdita di sangue e le modificazioni del modo di defecare (stitichezza o diarrea persistente). Il dolore da solo è meno indicativo di cancro.

 

Cancro al colon: diagnosi e trattamento

La diagnosi viene fatta attraverso la colonscopia con biopsie, il cui esame è necessario per confermare la diagnosi. Il tipo di trattamento e la prognosi variano in relazione allo stadio a cui è avvenuta la diagnosi. Allo stadio iniziale può essere sufficiente la semplice asportazione endoscopica senza necessità di chirurgia, mentre negli altri stadi è necessario procedere ad una resezione chirurgica a cui può essere necessario aggiungere una chemioterapia e/o una radioterapia. Nei casi più avanzati, invece, non resta che la cosiddetta terapia palliativa. Quest’ultima consiste nel ridurre i disturbi al paziente senza nessuna possibilità di guarigione. Viene espletata in genere endoscopicamente, in particolare con l'utilizzo di protesi.

 

Come prevenire il cancro al colon?

Proprio per il suo in genere lento sviluppo da un precursore (polipo), il cancro al colon è un ottimo candidato per una efficace prevenzione. Il Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.) Italiano è uno dei più avanzati in questo settore ed utilizza prevalentemente la ricerca del sangue occulto nelle feci, che pur non essendo il metodo ottimale è quello più proponibile in un programma di popolazione. Il rischio generico di sviluppare il cancro al colon diventa significativo dopo i 50 anni e quindi da questa età è giustificata un'attività preventiva. Il massimo della prevenzione in un rapporto individuale medico/paziente è l'esecuzione di una colonscopia a 50-60-70 anni. Se durante questi esami vengono trovati ed asportati polipi gli intervalli di controllo saranno più ravvicinati secondo specifici protocolli. Il rischio aumenta in presenza di familiarità, a partire dalla presenza di un familiare di primo grado affetto da cancro al colon. In questo caso viene proposta la colonscopia ogni 5 anni. Esistono rare forme cosiddette eredo-familiari in cui il cancro si sviluppa in più persone della stessa famiglia in età più precoce ed a più rapido sviluppo. In questi casi i controlli endoscopici devono essere molto ravvicinati, possono essere necessari approfondimenti genetici e in alcuni casi è necessaria l'asportazione preventiva del colon. Una prevenzione primaria è molto importante sia per il singolo che sulla popolazione e consiste di una dieta ricca di fibre, quindi frutta e verdura, e povera di grassi e carne specialmente rossa. Inoltre fumo ed alcol hanno un effetto negativo, al contrario della sana attività fisica.

 

Prof. Andrea Ederle
Gastroenterologia

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