Cancro del colon: la tecnica laparoscopica e la riabilitazione perioperatoria

Autore: Dott. Marco Scatizzi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La chirurgia del cancro del colon si avvale della tecnica laparoscopica, una procedura mini invasiva che offre molti vantaggi al paziente. Ne abbiamo parlato con il Dott. Marco Scatizzi, esperto in Chirurgia Generale a Firenze.

In cosa consiste la chirurgia del cancro del colon retto?

La chirurgia del cancro del colon consiste nell’asportazione del tratto del grosso intestino interessato dal cancro, con un margine prima e dopo il tumore di almeno 10 cm e la contemporanea asportazione dei linfonodi dove la malattia si potrebbe essere spostata.

Prima dell’intervento, oltre all’esame istologico della biopsia fatta in endoscopia, che deve confermare la diagnosi, deve essere eseguita una TC dell’addome e del torace per stadiare la malattia ed escludere che ci siano metastasi al fegato e/o al polmone. Nel caso in cui vi siano queste metastasi, talvolta si possono asportare contemporaneamente all’intervento sul colon, oppure trattarle dopo la procedura chirurgi con chemioterapia e talvolta anche prima dell’intervento.

L’intervento chirurgico normalmente è mirato ad asportare solo il tratto interessato dalla malattia e quindi ciò che resta del grosso intestino è più che sufficiente alle funzioni evacuative normali. Anche la stomia e quindi la deviazione delle feci in un sacchetto ormai è riservata a pochissimi casi e, di norma è solo temporanea.

Quale tecnica viene utilizzata nella chirurgia del colon retto?

Gli interventi chirurgici oggi devono essere eseguiti in Laparoscopia, senza cioè aprire la pancia con grandi tagli, ma solo inserendo gli strumenti necessari attraverso dei piccoli tubi inseriti nella parete dell’addome.

Ci sarà solo un piccolo taglio, di qualche centimetro, necessario per asportare il pezzo di intestino rimosso con il tumore al suo interno.

Noi siamo, all’Ospedale di Ponte a Niccheri, un Centro specializzato nella Chirurgia Laparoscopica e nella riabilitazione perioperatoria che si chiama ERAS (Enhanced Recovery After Surgery).

Che cos’è la riabilitazione perioperatoria?

Si tratta del modo più sicuro, ad oggi, per prevenire le complicanze dell’intervento chirurgico, attraverso una serie di attenzioni:

  • Si giunge in Ospedale solo al mattino dell’intervento o al massimo la sera precedente;
  • Non è necessario assumere sostanze evacuanti per prepararsi all’intervento;
  • L’anestesista fa una particolare anestesia senza l’ausilio della morfina;
  • Non si utilizzano più il sondino dal naso, né i drenaggi.

Il giorno dopo l’intervento rimuoviamo il catetere vescicale e, nello stesso giorno, si ricomincia a mangiare e a camminare. Tutto questo rende il periodo di permanenza all’ospedale più breve e meno fastidioso.

Il nostro Centro è all’avanguardia sia per la Chirurgia Mininvasiva che per questa riabilitazione sicura e veloce, così il paziente soffre e rischia di meno.

Recentemente dalle Sale dell’Ospedale S. Maria Annunziata, abbiamo eseguito un intervento chirurgico su un tumore del colon in diretta in mondovisione proprio per la nostra particolare e riconosciuta preparazione.

 

 

Dott. Marco Scatizzi
Chirurgia generale

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