Che cos’è la Medicina dello Sport?

Autore: Dott. Andrea Causarano
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

Medicina dello Sport è un corso di specializzazione della durata di 4 anni al quale si accede dopo il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia. Si occupa delle modifiche del corpo umano indotte dall’esercizio fisico e dalla pratica dello sport a tutti i livelli. In Italia il medico dello sport svolge prevalentemente un’attività preventiva ampliando le competenze a tutti i campi di diagnostica, patologia e terapia inerenti allo sport. Ce ne parla il Dott. Andrea Causarano, esperto in Medicina dello Sport a Siena

Cenni storici della disciplina

“Tutte le parti del corpo dotate di una funzione, se usate con moderazione ed adibite ai compiti cui sono avvezze, diventano sane e ben sviluppate, invecchiando lentamente”, scriveva Ippocrate nel IV secolo A.C. Platone (428 A.C.) definisce la ginnastica e la medicina arti sorelle e tant’è che nell’antica Grecia molti medici prescrivevano massaggi e ginnastica come terapia e prevenzione delle malattie articolari.

Nell’antica Roma (200 D.C.) Galeno descrive alcune malattie degli atleti. “Mens sana in corpore sano” era il motto con il quale Greci e Romani erano abituati a frequentare terme e palestre. Nel medioevo, nonostante fossero frequenti giostre e fiere cavalleresche, non si hanno invece notizie precise dell’interesse medico per l’attività sportiva. Al 1600 è datato il “de arte gymnastica” ad opera di Mercuriale e probabilmente il primo trattato di Medicina dello Sport. Poco più tardi Borelli scrive il “De Moto Animalium” il primo testo di meccanica del corpo umano. Intorno al 1700 Ramazzini parla nelle sue opere delle prime malattie professionali di fantini e podisti, mentre nel 1850 Mosso pubblica i primi libri sulla fatica muscolare e sull’educazione fisica dei giovani, ma è nel 1912 che nasce la Medicina dello Sport come branca della medicina tradizionale. Nel 1957 il Prof. Margaria fonda a Milano la prima scuola di specializzazione in Medicina dello Sport e nel 1977 anche l’Università di Siena inserisce, nella facoltà di Medicina, la specializzazione in Medicina dello Sport, sotto la direzione del Prof. Giancarlo Carli.

Cosa dice la legge?

l’Italia è stato il primo stato che si è dotato di una legge sull’idoneità sportiva, precisamente nel 1982. La normativa prevede una certificazione obbligatoria per la pratica dell’attività agonistica e non agonistica. Dal 1995 è stata introdotta anche una specifica legge sul rilascio della certificazione di idoneità allo sport per atleti professionisti. Dal 2000 in Italia il doping è considerato reato, legge n.376 del 14/12.

L’importanza del certificato sportivo

Il certificato di idoneità allo sport in Italia è pertanto obbligatorio e nessuno sportivo, dilettante o professionista che sia, può praticare attività in un’organizzazione sportiva senza aver effettuato e superato gli esami richiesti per ottenere questo documento.

Negli sport di squadra è il Presidente/Responsabile che ne fa richiesta e che pretende l’esibizione della copia cartacea prima dell’inizio di qualsiasi attività, allenamento o gara che sia, oltre che ad essere colui che risponde in prima persona per eventuali inadempienze. Negli sport individuali sono gli organizzatori delle manifestazioni agonistiche ad avere l’obbligo di richiedere l’esistenza del certificato di idoneità allo sport. Il medico dello sport operante in Centri del Servizio Sanitario Nazionale o in Strutture Private autorizzate e controllate dalle Unità Sanitarie Locali è lo specialista esclusivamente deputato alla certificazione di tale documento. Il rilascio dell’idoneità o della non idoneità oppure la richiesta di ulteriori approfondimenti vengono decisi dopo l’esecuzione di una serie di accertamenti previsti dal tipo di sport e dalla qualifica di dilettante o professionista. Si tratta prevalentemente di esami strumentali cardiorespiratori eseguiti a riposo, durante e dopo uno sforzo seguendo protocolli codificati. La visita comprende anche un’accurata raccolta anamnestica ed un predeterminato esame morfo-funzionale soprattutto di carattere ortopedico, ma comprendente anche valutazioni neurologiche, oculistiche e otoiatriche.  Completano la procedura anche esami di laboratorio quali urine (dilettanti) e sangue-urine (professionisti). La validità del certificato rilasciato è di un anno salvo tempistiche inferiori dovute alla presenza di elementi di patologia in atto che, pur non controindicando l’attività sportiva, necessitano di controlli più ravvicinati.

Dott. Andrea Causarano
Medicina dello sport

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