Che cosa sono le cisti del pancreas?

Autore: Dott. Gabriele Capurso
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Gabriele Capurso, Gastroenterologo esperto in Malattie del Pancreas, che lavora a Roma e a Milano, ci parla delle cisti del pancreas e delle loro possibili tipologie, spiegandoci a quali esami bisogna sottoporsi per diagnosticarle e trattarle in modo corretto

Le cisti pancreatiche sono molto frequenti?

La patologia cistica pancreatica è oggetto di progressivo interesse clinico e scientifico, poiché sempre più frequente è il riscontro di formazioni cistiche del pancreas nel corso di esami strumentali (Ecografie, TAC, Risonanze Magnetiche) effettuati per altri quesiti clinici. Si stima che circa il 10% dei soggetti che non presentano sintomi riferibili al pancreas siano infatti portatori di lesioni cistiche dell’organo. La loro incidenza aumenta in maniera direttamente proporzionale con l’avanzare dell’età anagrafica della popolazione e grazie alla sempre maggiore esecuzione di esami radiologici, è possibile riscontrare la presenza di tale patologia.
Nella maggior parte dei casi, tale reperto è del tutto casuale: solo una parte dei pazienti giunge invece a tale riscontro in seguito alla comparsa di sintomi o segni addominali di rilievo (quali pancreatite acuta, ittero o dolore addominale).
La grande maggioranza di queste lesioni non avrà un impatto sull’aspettativa di vita del paziente, ma potrà richiedere sorveglianza.

Cisti del pancreas: tipologie

Nonostante esistano diversi tipi di cisti del pancreas, le caratteristiche morfologiche tra le varie forme sono spesso simili, rendendo più difficile la diagnosi differenziale. Circa il 90% delle cisti pancreatiche sono rappresentate da:

  • Neoplasia Intraduttale Papillare Mucinosa dei Dotti Pancreatici (IPMN)
  • Neoplasia Cistica Mucinosa (MCN)
  • Neoplasia Cistica Sierosa

Tra quelle citate, la più comune forma di cisti pancreatica è la Neoplasia Intraduttale Papillare Mucinosa (IPMN). Questo tipo di formazioni cistiche è considerato come potenzialmente pre-canceroso. Il rischio evolutivo è minimo nella forma più frequente che origina dai dotti secondari, ma è elevato se la lesione origina dal dotto pancreatico principale.
Oltre a queste tipologie, nella diagnosi delle le forme simil-cistiche, bisogna considerare anche le pseudocisti del pancreas, che rappresentano un residuo di una pancreatite acuta di entità moderata o grave (si distinguono dagli altri tipi in quanto non sono di natura neoplastica).

Come avviene la diagnosi differenziale?

Dopo aver riscontrato una formazione cistica pancreatica, è necessario differenziarla dalle lesioni solide con componente cistica al suo interno, e quindi effettuare esami biochimico-strumentali che consentiranno di approfondire la natura della/e cisti stessa/e. Quest’ultime infatti non hanno tutte lo stesso comportamento biologico e clinico: quelle che originano dall’epitelio mucinoso dei dotti pancreatici e che contengono pertanto muco all’interno della cisti, si distinguono per un aumentato rischio di evoluzione maligna (quali IPMN o MCN) rispetto a quelle di natura sierosa.
L’esame radiologico che permette di capire meglio quale sia la natura della cisti è la Risonanza Magnetica e sequenze di colangio-RMN. Qualora siano presenti elementi morfologici sospetti per malignità o semplicemente per chiarire la diagnosi eziologica, potrà essere necessario eseguire esami strumentali di terzo livello come l’ecoendoscopia operativa con campionamento di tessuto o elementi cellulari (a seconda se verrà effettuata una biopsia o citoaspirato) o aspirazione del liquido intracistico per approfondimento.
Nel caso in cui sia presente una lesione cistica sintomatica, o con caratteristiche citologiche/istologiche o morfologiche sospette per degenerazione maligna, oppure venga posta diagnosi di IPMN del dotto pancreatico principale o Neoplasia Cistica Mucinosa (MCN), sarà opportuno, anche sulla base delle condizioni cliniche globali del paziente, effettuare una valutazione chirurgica per eventuale intervento di resezione.

Cosa bisogna fare dopo una diagnosi di cisti pancreatica di tipo neoplastico?

La maggior parte dei pazienti che ricevono una diagnosi di neoplasia cistica pancreatica devono eseguire controlli periodici mediante esami radiologici (generalmente RM addome con mezzo di contrasto e sequenze di colangio-RMN). La tempistica dei controlli varierà in funzione della diagnosi, delle dimensioni delle cisti e della presenza o meno di elementi sospetti che possono servire a definire se il rischio di evoluzione maligna sia più o meno elevato. Anche i pazienti che andranno incontro (o si sono già sottoposti) per tale patologia a chirurgia pancreatica resettiva dovranno continuare il follow-up non invasivo della porzione residua di pancreas.
Nel complesso, vista la non semplice diagnosi sulla natura della lesione e la variabilità delle necessità nei controlli, è opportuno che gli esami necessari siano eseguiti e valutati da professionisti con un expertise specifico nel campo delle malattie del pancreas.

Dott. Gabriele Capurso
Gastroenterologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies