Cheratocono: che cos’è?

Autore: Dott. Augusto Pocobelli
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Pocobelli, esperto in Oculistica a Roma, ci informa su come diagnosticare e trattare il cheratocono


Il cheratocono (dal greco: Keratos = cornea e Konos = cono) è una patologia degenerativa della cornea caratterizzata dal progressivo assottigliamento e dalla progressiva deformazione del tessuto corneale.

Quali sono le cause del cheratocono?

È una condizione dovuta ad un’alterazione della struttura interna della cornea tanto da perdere la fisiologica forma asferica, deformandosi in modo irregolare in una forma conica. È scientificamente provato che si verifica una degradazione delle fibre di collagene, che costituiscono l’impalcatura di sostegno e rinforzo della cornea, con conseguente perdita dei legami intermolecolari. L’eziologia è sconosciuta. Il fatto che questa patologia sia presente spesso in più membri della stessa famiglia ci lascia pensare ad una predisposizione genetica.

Cheratocono: i sintomi

L’insorgenza clinica del cheratocono, usualmente bilaterale, esordisce in età adolescenziale con frequenza maggiore nel sesso femminile e tende ad arrestarsi spontaneamente. Il primo sintomo è la riduzione del visus (visione) dovuto all’astigmatismo irregolare indotto dall’apice del cono. La fotofobia, l'abbagliamento alle fonti di luce, l'effetto a raggiera, l'alone luminoso, la diplopia (visione doppia) monoculare ed il frequente rossore oculare possono essere sintomi presenti.
Nelle fasi iniziali la sintomatologia può migliorare attraverso l’uso di occhiali o lenti a contatto correttive che, comunque, non rallentano mai la progressione del cono. Nelle forme medie ed avanzate della malattia il difetto visivo risulta insufficiente e pertanto difficile da correggere totalmente (nei casi più gravi può essere necessario il trapianto di cornea).

Cheratocono: diagnosi e trattamento

La diagnosi precoce è fondamentale per poter intervenire tempestivamente e cercare di fermare la progressiva deformazione corneale evitando cosi interventi chirurgici invasivi. La diagnosi si esegue durante una visita oculista tramite esami strumentali specifici come la topografia corneale, indispensabile per poter monitorare l’evoluzione della patologia. Un trattamento in grado di rallentare la progressione dello sfiancamento corneale è la tecnica di Cross-Linking corneale (CXL).

 

Ecco cos'è il cross-linking corneale!

 

Editor: Valerio Bellio

Dott. Augusto Pocobelli
Oculistica

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