Chirurgia generale e Covid-19: è possibile operarsi anche se si è positivi?

Autore: Dott. Marco Scatizzi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Chirurgia Generale a Firenze, il Dott. Marco Scatizzi, ci spiega quali sono stati i risvolti del Covid-19 sugli interventi chirurgici, sia urgenti che non

Covid-19: come ha influito sulla Chirurgia Generale?

L’impatto del SARS-CoV-2 sui reparti di Chirurgia Generale e quindi sulla riduzione degli interventi chirurgici è stato devastante. I motivi sono molteplici: la disponibilità di posti letto chirurgici è diminuita in relazione alla riconversione in reparti COVID, gli anestesisti sono stati impegnati nell’aumento dei posti di terapia intensiva a supporto dell’insufficienza respiratoria dei pazienti COVID + e spesso questi posti letto sono stati ricavati nelle Sale Operatorie, sottraendole quindi all’attività chirurgica. Nella prima fase della pandemia, inoltre, la paura del contagio ha comportato una diminuzione dell’afflusso in Ospedale anche dei pazienti che necessitavano di accertamenti propedeutici all’intervento, come le endoscopie, quindi meno diagnosi, anche oncologiche. Questo fatto ha comportato l’esecuzione di interventi chirurgici più complessi e rischiosi in malattie avanzate, come da moltissimi anni ormai non si vedevano più.

equipe di chirurghiPerfino il Pronto Soccorso nella prima fase si è svuotato dei pazienti con dolore alla pancia e siamo stati costretti ad eseguire interventi chirurgici urgenti in pazienti più compromessi da una sottovalutazione della loro malattia e dal ritardo della presentazione in Ospedale.

Purtroppo quindi siamo, da circa un anno, con una breve ripresa di attività dall’estate scorsa, in una condizione di riduzione dell’attività chirurgica programmata.

L’unica chirurgia che abbiamo difeso strenuamente e stiamo facendo è quella oncologica.

Quali interventi non dovrebbero essere eseguiti durante la pandemia?

In questa situazione, non vi sarebbero interventi da non farsi, perché con un tampone negativo, siamo tranquilli sulle condizioni dei pazienti, ma di fatto stiamo allungando in modo preoccupante la lista d’attesa di ernie, calcolosi della colecisti, emorroidi ed in genere tutta la patologia benigna per mancanza di Sale Operatorie e di anestesisti.

Ovviamente per la chirurgia d’urgenza, i protocolli per l’accesso alla sala operatoria si sono adattati alla possibilità di sapere se il paziente è infetto o no. Il tampone, nelle sue varianti, può dare una risposta in circa 30 minuti fino ad alcune ore, quindi, se possibile ci regoliamo sulla positività o negatività dello stesso.

Un paziente può essere operato anche se positivo al Covid-19?

Se il paziente è COVID + e l’intervento non può essere posticipato, si esegue in Sala Operatoria dedicata, con tutto il personale medico e infermieristico adeguatamente protetto, se l’intervento è in emergenza e non sappiamo se il paziente è positivo, ci comportiamo nello stesso modo.

 

Speriamo quanto prima di riprendere non solo con l’attività pre-pandemia, ma con un surplus di attività per smaltire nel più breve tempo possibile le liste d’attesa aumentate a dismisura.

Dott. Marco Scatizzi
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