Chirurgia implantologica complessa: la soluzione che ripristina la struttura ossea

Autore: Dott. Valerio Ramieri
Pubblicato: | Aggiornato: 18/11/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

Oggi, grazie alla chirurgia implantologica complessa è possibile realizzare costruzioni ossee laddove mancano. Il Dott. Valerio Ramieri, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Roma, risponde ai nostri dubbi.

Che cos’è la chirurgia implantologica complessa?

La chirurgia implantologica complessa è la chirurgia di cui hanno bisogno i pazienti che vogliono mettere denti fissi su impianti, ma non hanno osso a sufficienza. Tutti possono sognare di avere un bel sorriso senza paura di indossare la “dentiera”. 

Quali sono le tecniche utilizzate per la riabilitazione delle ossa mascellari e mandibolari?

Ad oggi esistono numerose tecniche di ripristino della corretta quantità dell’osso.
In alcuni casi è sufficiente integrare l’osso del paziente con dell’osso di derivazione animale, altre volte, invece, è necessario prelevare un quantitativo di osso del paziente da un’altra sede per poi fissarlo con delle microviti in titanio laddove serve.
A distanza di 6-9 mesi dall’innesto si può quindi procedere all’inserimento delle viti. La collaborazione con l’odontoiatra porterà poi al risultato protesico fisso.

La stragrande maggioranza delle procedure può essere affrontata in anestesia locale in ambiente ambulatoriale con un recupero pressoché immediato.

Ci possono essere complicazioni a seguito o durante la chirurgia?

Queste procedure devono essere eseguite da mani esperte in ambienti adeguati.

L’esperienza chirurgica si rende necessaria per poter gestire i piccoli inconvenienti intraoperatori mentre l’adeguatezza dell’ambiente è fondamentale per abbassare drasticamente il rischio di possibili infezioni.
Una delle più grandi paure del paziente è rappresentata dalla paura di “rigetto” dell’osso innestato qualora sia stato utilizzato materiale di derivazione animale.
Dobbiamo sfatare questa credenza poiché il rigetto è contro tessuto vivo cellulare, mentre gli innesti che si creano sono relativi all’impalcatura di minerali che costituiscono l’osso.

Non esiste quindi un rischio di rigetto. Si tratta naturalmente di procedure in cui non è previsto l’utilizzo di materiali di seconda scelta ma solo di marchi con ampie garanzie.

Dott. Valerio Ramieri
Chirurgia Maxillo-facciale

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