Chirurgia laparoscopica del colon

Autore: Dott. Pietro Francesco Bagnoli
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Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Pietro Francesco Bagnoli, esperto in Chirurgia Generale a Milano, ci parla della chirurgia laparoscopica nel trattamento di patologie del colon

Che cos’è la chirurgia laparoscopica?

dottore con cartella clinica che parla con una pazienteLa laparoscopia è un modo di visualizzare l’interno della cavità addominale con una telecamera dedicata che viene introdotta attraverso un canale operatore chiamato “trocar”. Sino a un certo punto, questa procedura era un metodo diagnostico: si praticava anche in anestesia locale. Si deve al chirurgo francese Philippe Mouret l’estensione oltre tali confini, con l’esecuzione della prima colecistectomia laparoscopica nel 1987, un vero spartiacque nella storia della chirurgia. Oggi, a oltre trent’anni di distanza, la laparoscopia è un approccio consolidato in tutto il mondo in numerosi interventi addominali. La stessa chirurgia robotica è un’estensione della laparoscopia.

Quali sono i vantaggi della laparoscopia?

Rispetto alla chirurgia tradizionale (open), in quella laparoscopica (definita anche mininvasiva) abbiamo alcuni indiscutibili vantaggi:

  • Minor dolore post-operatorio
  • Più rapida ripresa post-operatoria
  • Tagli ridotti
  • Maggior accuratezza nella dissezione dei piani anatomici

Chirurgia laparoscopica e colon: in quali casi è indicata?

Pur non essendo ancora uno standard ufficiale, la chirurgia laparoscopica è estensivamente utilizzata negli interventi sul colon-retto, sia per patologia benigna che per quella maligna. A tale proposito, ormai sappiamo che l’intervento effettuato per via laparoscopica ha la stessa accuratezza di quelli fatti col taglio tradizionale in termini di radicalità oncologica e di numero di linfonodi asportati. In qualunque Centro ad alto volume – come il nostro, per esempio – il colon viene sempre approcciato di principio per via laparoscopica.

Esistono controindicazioni?

Le controindicazioni sono sempre più limitate:

  • Cattive condizioni generali che non consentono il mantenimento per periodi prolungati del pneumoperitoneo, cioè la distensione con gas della cavità addominale, il che è indispensabile per poter fare l’intervento;
  • L’estensione di malattia: neoplasie localmente avanzate che rendono l’approccio laparoscopico – se non impossibile – quanto meno estremamente complesso.

In cosa consiste la procedura?

donna con pantaloni rossi sedutaL’intervento viene condotto in anestesia generale. Inizialmente si induce il pneumoperitoneo, cioè si insuffla la cavità addominale con un gas inerte (CO2) per creare la cosiddetta “camera” in cui avviene il movimento degli strumenti. Dopodiché, nell’addome si introducono i trocar: sono piccole strutture tubulari in plastica o metallo, attraverso cui verranno fatti passare gli strumenti dedicati con cui si fa l’intervento. La procedura è la stessa della chirurgia tradizionale, consolidata da anni di pratica e varia a seconda del tratto di colon che dobbiamo operare. Gli aspetti fondamentali nelle patologie neoplastiche sono perfettamente rispettati:

  • Radicalità oncologica
  • Asportazione completa dei bacini linfonodali

L’intervento ormai dura più o meno quanto un intervento tradizionale. La tecnologia ci aiuta mettendo in commercio strumenti nuovi e tecnologie video che migliorano drasticamente la qualità dei nostri atti. Il recupero è decisamente più rapido che nel caso della chirurgia open, ma su questo aspetto c’è un impatto importante anche delle metodiche ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), che seguiamo anche nel nostro Istituto e che permettono al paziente ri-alimentazione più rapida e, conseguentemente, ripresa delle attività quotidiane.

Quali sono gli obbiettivi futuri per il per il trattamento delle patologie neoplastiche del colon?

La vecchia sequenza chirurgia, chemioterapia e radioterapia è un po’ passata di cottura. Oggi si prendono maggiormente in considerazione trattamenti integrati e personalizzati, che posizionano i vecchi tempi fondamentali in momenti diversi della storia naturale della malattia. Per esempio, nel tumore del retto, la chemio e la radioterapia possono precedere l’intervento chirurgico. Inoltre, abbiamo a disposizione nuovi farmaci che ci permettono di modulare la terapia sulla base del profilo patologico di ogni paziente. Particolare rilevanza ha poi guadagnato il trattamento della malattia metastatica, oggi sempre più al centro della nostra attenzione, con particolare riferimento - negli ultimi anni - alla carcinosi peritoneale.

Dott. Pietro Francesco Bagnoli
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