Chirurgia laparoscopica: l’innovazione nel campo della chirurgia

Autore: Prof. Bruno Benini
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Scopriamo con il Prof. Bruno Benini, esperto in Chirurgia Generale a Roma, la tecnica laparoscopica, come funziona e per quali patologie si utilizza.

Chirurgia laparoscopica: cos’è?

Chiamata dagli americani Keyhole surgery (letteralmente: chirurgia del buco della serratura) o band-aid surgery (chirurgia dei cerottini), la chirurgia laparoscopica è una tecnica con la quale si accede all’addome evitando lunghe incisioni, ma preferendo piccoli fori con lunghezza varabile tra 2 e 10 mm.

In cosa consiste la chirurgia laparoscopica?

Attraverso delle piccole incisioni viene soffiato nell’addome del gas inerte per creare uno spazio di lavoro e vengono introdotti una telecamera e degli appositi strumenti lunghi e sottili. La strumentazione è tecnologicamente all’avanguardia ed oltre agli strumenti convenzionali, come pinze e forbici, prevede anche dispositivi appositi come le forbici a radiofrequenza o ad ultrasuoni. La visione dell’area di lavoro si ottiene con telecamere ad alta definizione (4K) ed immagini proiettate su schermi di grandi dimensioni.

Quali sono i vantaggi della chirurgia laparoscopica?

I vantaggi sono molteplici. In primo luogo la riduzione del dolore, per l’assenza di lunghe incisioni nei muscoli. In secondo luogo, la mancata esposizione all’aria, pur pulita come quella di una sala operatoria, migliora la risposta globale dell’organismo, sia sotto l’aspetto funzionale che immunitario. Il decorso postoperatorio sarà molto più breve, il paziente generalmente si alza dal letto e cammina dopo sei od otto ore, può bere in serata ed alimentarsi il giorno successivo. Quanto detto riduce anche i rischi di complicazioni postoperatorie, soprattutto respiratorie, infettive e vascolari. Inoltre anche la formazione di aderenze, tessuti fibrosi-cicatriziali potenzialmente pericolosi, è molto limitata.

Per quali patologie viene utilizzata?

La prima malattia per la quale si è sperimentato l’uso della chirurgia laparoscopica è stata l’asportazione della colecisti, intervento che oggi è considerato. Oggi, uno specialista particolarmente esperto può utilizzare la stessa tecnica anche per la rimozione del colon, di un rene, dell’utero o di tumori benigni. A trarne il massimo beneficio sono tuttavia gli interventi per l’ernia, specialmente quella di tipo iatale, il reflusso gastroesofageo e le malattie dell’ovaio e delle tube. In centri selezionati anche le patologie chirurgiche urgenti, come le peritoniti e le occlusioni intestinali vengono operate in laparoscopia.

Prof. Bruno Benini
Chirurgia generale

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