Chirurgia mininvasiva del pancreas: attenzione al paziente o alta tecnologia?

Autore: Dott. Giovanni Butturini
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

La chirurgia mininvasiva del pancreas è un intervento particolarmente difficile. Il Dott. Giovanni Butturini, esperto in Chirurgia Generale e Responsabile dell’U.O. di Chirurgia Epatobiliopancreatica dell’Ospedale P. Pederzoli di Peschiera del Garda (Verona), ci parla dei vantaggi di queste tecnica innovativa

 

 

Cos’è la chirurgia mininvasiva per il tumore del pancreas?

Il termine “chirurgia mininvasiva” significa operare evitando tagli di grandi dimensioni sulla parete addominale. È una tecnica che si esegue da molti anni ad esempio per la rimozione della colecisti e per il trattamento dei tumori. A parità di risultati oncologici è possibile riscontrare un numero inferiore di complicanze (soprattutto a lungo termine) ed una riduzione del dolore postoperatorio e della degenza dei pazienti, permettendogli quindi di riprendere rapidamente le attività quotidiane. La chirurgia del pancreas è fra le più complesse tra le chirurgie dell’addome: pochi centri si sono specializzati in questa attività e perciò l’utilizzo di questa tecnica ha impiegato molto tempo a diffondersi. 

 

La chirurgia mininvasiva per il tumore del pancreas

Per ora questa tecnica viene utilizzata soprattutto nella rimozione dei tumori del pancreas distale: è possibile eseguire la splenopancreasectomia con tecnica videolaparoscopica o robotica. Per quanto riguarda i tumori della testa del pancreas, sono pochi i chirurghi che optano per l’intervento mininvasivo in quanto è una zona molto difficile da trattare. Durante l’intervento vengono praticati 4 o 5 fori (due di circa 1cm e tre di 5mm) nella parete addominale da cui vengono introdotte delle cannule apposite che permettono di inserire gli strumenti per la laparoscopia. Con questi strumenti vengono eseguite manovre uguali a quelle della chirurgia tradizionale, con il vantaggio che l’incisione nella parete addominale è drasticamente ridotta, fornendo buoni risultati estetici e funzionali. La degenza del paziente è minore e si ha un miglioramento in termini di qualità della vita.

 

Cos’è il Robot Da Vinci?

Il Robot da Vinci è un sistema chirurgico che permette di eseguire in maniera molto accurata gli interventi di chirurgia demolitiva pancreatica con tecnica mininvasiva. L’utilizzo del Robot da Vinci non può essere individuale, una sola persona non riuscirebbe ad attrezzarlo ed ad eseguire l’intervento, deve essere quindi un lavoro d’equipe. Inoltre, il Robot non esegue l’intervento automaticamente: il chirurgo comanda la macchina ed in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione può bloccare l’intervento con il Robot e riprendere la tecnica tradizionale.

 

I vantaggi del Robot Da Vinci: i risultati ne giustificano il costo?

Il Robot da Vinci permette una visione più dettagliata durante l’operazione e gli strumenti utilizzati nell’addome hanno nove gradi di libertà: ciò significa che hanno la capacità di muoversi esattamente come un polso umano permettendo quindi di eseguire le stesse manovre della chirurgia tradizionale senza tremore e senza praticare incisioni di grandi dimensioni che spesso rischiano di sviluppare il laparocele postoperatorio. Questo sistema chirurgico è effettivamente uno strumento costoso ed il suo utilizzo si giustifica per interventi complessi di chirurgia oncologica come ad esempio la rimozione di un tumore del pancreas. Con il Robot si possono affrontare anche casi complessi con maggior sicurezza rispetto alla tecnica laparoscopica

 

Chirurgia mininvasiva: attenzione al paziente o alta tecnologia?

Direi che il “caso” della chirurgia mininvasiva è paradigmatico di quanto la tecnologia e la ricerca clinica possano essere di utilità ai pazienti umanizzando i trattamenti terapeutici. Infatti è proprio la tecnologia che può permetterci di avvicinarci al paziente ed alla sua famiglia. Un esempio è dato dal dolore e dal recupero postoperatorio: a parità di intervento, il dolore a seguito della chirurgia mininvasiva è minore ed il tempo di recupero è quasi dimezzato. Con la laparoscopia e la robotica abbiamo davvero messo la tecnologia a servizio degli ammalati.

 

Editor: Marta Buonomano

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