Chirurgia Plastica: i consigli per non pentirtene

Autore: Dott. Edro Colombini
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Editor: Top Doctors®

Affidati ad un Chirurgo esperto e non ti pentirai del ritocchino! I consigli del Dott. Edro Colombini, esperto in Chirurgia Plastica ed Estetica a Torino

Perché ci si pente del ritocchino?

Di grossi pentimenti, in realtà, non se ne sentono se non quando i ritocchini vengono fatti male. Se io voglio, per esempio, un naso dritto, e il naso a fine intervento è dritto, io sono contento. Naturalmente non ci si può sottoporre ad un intervento sperando di assomigliare improvvisamente a Nicole Kidman!

La maggior parte delle volte, la causa del pentimento è legata ad una mancanza di comunicazione tra medico e paziente: il paziente si ritrova a fine intervento con un risultato che non era quello che sperava.

Non è una questione economica, non si pensa “ho speso soldi per niente!” Questo accade solo se l’intervento non ha dato i risultati previsti. Se, invece, i risultati sono soddisfacenti, non vi è alcun tipo di pentimento economico.

Per quali interventi di Chirurgia Plastica ci si pente più spesso?

Gli interventi di cui ci si pente più spesso sono le mastoplastiche, in quanto è un intervento “instabile”. Bisogna pensare, infatti, che la mammella non ha muscolatura e, quindi, l’applicazione di protesi, il sollevamento del seno o la riduzione del volume avviene sempre su un organo che, per gravità, tende a scendere verso il basso. Questa cosa, indubbiamente, può dare delle insoddisfazioni.

Bisogna pensare anche alle alterazioni della colonna vertebrale, che influiscono su “come si vede” il risultato: a seconda della postura, la donna può vedersi con due seni asimmetrici, uno più alto e uno più basso. Alcune donne, poi, vogliono le mammelle perfettamente simmetriche, quando anche in natura le mammelle non hanno lo stesso identico volume!

Inoltre, le mastoplastiche sono interventi che praticano tutti i chirurghi, anche i meno esperti, e percentualmente ci sono più danni.

Se si pensa, invece, a tutte quelle star che sono arrivate al punto di non riconoscersi davanti allo specchio, bisogna fare una premessa: questo è un tipo di chirurgia poco italiana e molto nordamericana. In Italia si pratica poco questa trasformazione dell’individuo, che viene eseguita più che altro su persone che praticano un cambiamento di sesso, che vogliono davvero sembrare una persona diversa.

Naturalmente, quando questa trasformazione completa avviene, è perché c’è il consenso del paziente. Se il paziente vuole sempre di più, al punto di trasformarsi, allora forse non potrà mai davvero essere soddisfatto.

I volti gonfi e privi di mimica che vediamo sui giornali sono il risultato di trattamenti di Medicina Estetica sbagliati. Nel volto vengono iniettati vari tipi di acido ialuronico o sostanze simili (anche grasso umano, come nel caso del lipofilling) per eliminare le rughe statiche. Quando però si esagera, si riempiono anche le rughe dinamiche, quelle che danno espressività: il risultato sono labbroni a canotto e volti tirati. Ma questo avviene perché è il paziente stesso a richiederlo, come le persone di una certa età che vogliono apparire per forza più giovani: qui si parla di mistificazione della realtà e il risultato sono delle caricature.

Il bravo chirurgo plastico deve saper dire di no?

Assolutamente sì! Il bravo chirurgo plastico non solo deve saper dire di no, ma deve saper sconsigliare e dire al paziente che non è disponibile ad effettuare certi tipi di interventi, spiegando che per lui sono interventi dannosi e che se li desidera deve andare da un’altra parte! Fa parte dell’etica professionale.

Questo è un discorso ancora più importante se si parla di interventi e trattamenti al volto: una protesi si può togliere ma, quando un volto è gonfio e paralizzato, tornare indietro non è così facile.

Quali sono i consigli del Chirurgo per non pentirsene?

Chi va a fare una visita dovrebbe lasciar parlare prima il chirurgo, in modo che sia lui ad esprimere prima le sue convinzioni e far capire al paziente se queste sono affini alle sue. Se paziente e chirurgo la pensano allo stesso modo, allora s’instaura un rapporto di fiducia.

Bisogna fidarsi del chirurgo, perché è perfettamente in grado di spiegare in che modo mettere in armonia un volto: sa benissimo quali sono i parametri per intervenire sul naso, sulla fronte, sulle labbra, sugli occhi etc. Naturalmente, il chirurgo dev’essere esperto, altrimenti si rischia di sottoporsi ad un intervento standard e non personalizzato.

Inoltre, il bravo chirurgo tiene in considerazione anche altri aspetti, come il lavoro, l’ambiente sociale e la salute. Una maestra si troverà in imbarazzo a lavorare con un pubblico di mamme e bambini con una silhouette troppo stereotipata. Così non è, invece, per una donna che lavora nel mondo dello spettacolo. Un seno esagerato, oltre che a deformarsi prima, darà problemi alla schiena. Bisogna riconoscere quello che ogni paziente è e che ogni paziente vorrebbe.

Il risultato che dà soddisfazione è sempre l’armonizzazione: bisogna ritoccare piccole parti per renderle armoniose con quello che c’è intorno. Quando si raggiunge il buon risultato, la gente che ti incontra non ti dirà “che bel naso, chi te l’ha fatto?”, ma “come ti vedo bene!”

 

Editor Karin Mosca

Dott. Edro Colombini
Chirurgia plastica e estetica

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