Chirurgia Toracica: la videotoracoscopia

Autore: Dott. Roberto Giobbe
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Editor: Top Doctors®

La Videotoracoscopia è una metodica mininvasiva che permette di visualizzare la cavità pleurica, consentendo la diagnosi e il trattamento di numerose patologie toraciche. Il Dott. Roberto Giobbe, esperto in Chirurgia Toracica, ci spiega a cosa serve questa procedura

 

 

1) Dott. Giobbe, cos’è la Videotoracoscopia?

La Videotoracoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che consente di eseguire procedure sia diagnostiche che terapeutiche all’interno del torace, con un trauma chirurgico limitato ed evitando ampie aperture della gabbia toracica. In questo modo il decorso postoperatorio è molto più semplice e il dolore è quasi assente.

Questa tecnica ha avuto applicazione e una grande diffusione negli ultimi anni grazie al progresso della tecnologia, che ora ci fornisce sofisticatissimi strumenti ottici ed operatori senza i quali questa metodica chirurgica non sarebbe eseguibile.

 

2) In quali casi si ricorre alla Videotoracoscopia?

La Videotoracoscopia ha ormai un campo di applicazione vasto, che spazia dalle patologie benigne a quelle tumorali: con questa tecnica, infatti, possiamo eseguire sia procedure diagnostiche che procedure in cui sia necessario eseguire un intervento di resezione polmonare o di asportazione di masse all’interno della cavità toracica.

Per la parte diagnostica, la Videotoracoscopia risulta utilissima nella diagnosi delle affezioni pleuriche (versamenti pleurici di varia natura), delle malattie dell’interstizio polmonare (fibrosi, granulomatosi) e di lesioni nodulari del polmone sospette per essere dei tumori. Si può anche impiegare la Videotoracoscopia per la biopsia di linfonodi o di masse del Mediastino (regione compresa tra i due polmoni).

Dal punto di vista operativo, la Videotoracoscopia ci consente di eseguire con un traumatismo chirurgico veramente lieve veri e propri interventi sul polmone (lobectomie, resezioni segmentarie, resezioni atipiche, decorticazioni polmonari, asportazione di bolle di enfisema come nei casi di pneumotorace che recidiva), sulla pleura (trattamento di gravi infezioni), sul timo (asportazione del timo o di suoi tumori).

 

3) Può descriversi come viene effettuata una videotoracoscopia?

Per eseguire una Videotoracoscopia, sia diagnostica che operativa, è necessaria una sala operatoria attrezzata di Chirurgia Toracica. Nelle procedure più semplici può essere eseguita con un’anestesia locale, mentre in quelle più complesse, che quindi richiedono tempi operatori più lunghi, l’anestesia dovrà essere generale.

Il paziente, per regola, viene posizionato sul letto operatorio in decubito laterale (su un fianco) e trattenuto in questa posizione da appositi appoggi soffici. L’intervento si effettua per il tramite di una o più piccole incisioni sul torace, al massimo tre, che possono misurare da uno a tre centimetri. Attraverso queste incisioni si possono inserire all’interno del torace una telecamera, che serve a esplorare e a rendere visibili ingrandendole le strutture su cui si deve agire trasmettendo le immagini su uno o più schermi ad alta definizione, e gli strumenti chirurgici che servono a portare a compimento l’intervento. Le mani degli operatori restano sempre all’esterno del torace. Al termine verranno posizionati uno o, raramente, due drenaggi toracici.

 

4) La Videotoracoscopia è una procedura stressante per il paziente?

Gli interventi eseguiti con questa tecnica richiedono un ricovero ospedaliero che potrà durare dai due ai cinque giorni, in assenza di complicazioni. La preparazione necessaria è quella comune a tutti gli interventi chirurgici: digiuno dalla sera precedente, preanestesia.

La ripresa, grazie al fatto che il trauma chirurgico è minimo, è rapida: in breve tempo, a seconda della complessità dell’intervento, il paziente potrà riprendere le sue normali attività. Non è normalmente necessario l’uso di antidolorifici. Residueranno una o più piccole cicatrici poco visibili.

 

5) In conclusione, cosa differenzia la Videotoracoscopia dalle altre metodiche diagnostiche?

Questa metodica ha portato un grande progresso nella Chirurgia Toracica: in tempi passati si eseguivano le toracoscopie guardando all’interno del torace direttamente attraverso uno strumento ottico collegato a una debole fonte luminosa!

Ha anche cambiato il nostro modo di operare: è ora possibile, nei casi idonei, eseguire interventi che avrebbero richiesto una grande incisione toracica, con un decorso postoperatorio conseguentemente aggravato da questo grande taglio.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Roberto Giobbe
Chirurgia toracica

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