Cibo e salute: i calcoli renali

Autore: Dott. Paolo Piana
Pubblicato: | Aggiornato: 10/11/2018
Editor: Top Doctors®

L’alimentazione, si sa, incide notevolmente sul buon funzionamento dell’organismo. Ma è vero che il cibo ha un ruolo anche nella formazione dei calcoli renali? Il Dott. Paolo Piana, esperto in Urologia, risponde alle nostre domande

 

 

1) Dott. Piana, è vero che la dieta rappresenta un fattore determinante nella formazione dei calcoli renali?

Questo si riteneva con molta convinzione in passato. Oggi, in base all’evoluzione degli studi scientifici ed a comuni osservazioni nella pratica clinica quotidiana, si può affermare che fra i fattori favorenti la formazione dei calcoli contenenti calcio, quantomeno nella maggioranza dei casi, l’alimentazione ricopre un ruolo relativamente secondario.

Se i consigli dietetici, talora molto stringenti, che per molto tempo sono stati impartiti ai pazienti fossero stati veramente efficaci, si sarebbe ottenuto un risultato che, invece, non si è mai visto. Infatti, l’incidenza della calcolosi renale è rimasta inalterata, anzi è in costante lieve aumento. È ormai chiaro che le principali cause della calcolosi urinaria siano la predisposizione soggettiva e l’eccessiva concentrazione delle urine dovuta ad un’insufficiente introduzione di liquidi.

Parlando di fattori congeniti, spesso ereditari, non vi è tuttora assoluta chiarezza: s’ipotizza, per certi aspetti, che la vera causa della formazione di calcoli possa trovarsi addirittura al di fuori dall’apparato urinario, con alterazioni diffuse dei vasi sanguigni arteriosi, diffuse anche al rene. Per quanto riguarda i liquidi, la maggioranza dei portatori di calcoli afferma di essere abituata a bere poca acqua.

 

2) Perché il calcio favorisce la formazione di calcoli nelle vie urinarie?

Anche qui ci troviamo a dover sfatare un vero e proprio mito, purtroppo ancora fermamente radicato non solo nell’opinione comune, ma anche in ambito medico. In base agli studi scientifici degli ultimi 20 anni, è stato inequivocabilmente provato che il calcio derivato dalla dieta NON influisce sulla formazione dei calcoli.

Anzi, la presenza di calcio nell’intestino limita l’assorbimento del ben più pericoloso ossalato. Inoltre, la restrizione nell’assunzione alimentare di calcio è di fatto molto pericolosa in talune fasi della vita, come l’accrescimento e la menopausa, in cui una corretta mineralizzazione delle ossa è essenziale. La calcolosi urinaria non sarà mai così pericolosa come la fragilità delle ossa.

 

3) A quali sostanze bisogna stare attenti?

Come abbiamo detto, almeno nei calcoli che contengono calcio, la dieta ha un’importanza secondaria. Comunque, almeno nei casi più seri caratterizzate da frequenti episodi, con relativi disturbi e necessità di interventi, è opportuno che venga preso qualche provvedimento anche sul versante alimentare. La limitazione più importante è certamente quella del sale, seguita da quella delle proteine di origine animale.

L’ossalato è probabilmente l’elemento più pericoloso nel favorire la formazione dei calcoli. È contenuto in quantità importanti solo in alcuni vegetali, nei quali è piuttosto raro che veramente si ecceda. D’ogni modo, si può ragionevolmente consigliare:
 

  • Usare poco sale, da non aggiungere mai agli alimenti dopo la cottura;
  • Limitare il consumo eccessivo (quotidiano) di proteine animali, in particolari carni rosse, insaccati, selvaggina;
  • Limitare il consumo di vegetali a foglia verde scura (spinaci, bietole, costine, ecc.);
  • Limitare il consumo di frutta secca (noci, nocciole, ecc.);
  • Limitare (che non vuol dire escludere!) il consumo di cioccolato e derivati del cacao in genere.

 

4) I pazienti in sovrappeso corrono un alto rischio di calcolosi renale: c’entrano le cattive abitudini alimentari?

Senz’altro l’eccesso di peso corporeo comporta un notevole aumento del rischio, almeno in una certa parte di persone. La formazione di calcoli negli obesi si accompagna costantemente ad altre manifestazioni (malattie cardio-vascolari, ipertensione, diabete) nel quadro della cosiddetta “sindrome metabolica”. La riduzione del peso corporeo deve, comunque, essere perseguita in ogni caso quando opportuna.

 

5) Ci sono cibi che, invece, prevengono la formazione di calcoli?

Senz’altro la diluizione delle urine vale almeno per l’80% nei possibili provvedimenti di prevenzione.  Bere molta acqua è salutare per tutti, ma per chi tende a formare calcoli diventa davvero cruciale, nella quantità di almeno un litro e mezzo/due al giorno, da aumentare ulteriormente nella stagione calda o dopo l’attività fisica.

Contrariamente a quanto profondamente instillato dalla pubblicità nel senso comune, le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua da bere non hanno un valore particolare, ad esempio riferendosi al residuo fisso o al contenuto di calcio. L’Italia è notoriamente la nazione al mondo in cui è più diffuso il consumo di acque “con etichetta”, pratica costosa ed ingiustificata nella maggior parte dei casi. Al di là delle preferenze personali, qualsiasi acqua a reazione debolmente alcalina, con discreto contenuto di calcio e basso contenuto di sodio è senz’altro consigliabile.

Per quanto riguarda gli alimenti, una certa protezione è data dal consumo di agrumi (pompelmo escluso), in particolare il succo di limone. Questi frutti contengono in abbondanza l’acido citrico, che sotto forma di citrato è il più potente inibitore conosciuto della cristallizzazione dei sali di calcio nelle urine.

Dott. Paolo Piana
Urologia

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