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 Redacción de Topdoctors

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Dermatologia

Come ottener un risultato perfetto dal trucco permanente

Il trucco permanente è un semplice intervento capace di correggere le imperfezioni e che ci permette di apparire sempre al meglio, dalla mattina alla sera. Il nostro esperto in Dermatologia ci spiega cos'è la Micropigmentazione e come viene realizzata

Il trucco permanente è un’occasione per essere impeccabili in qualsiasi momento del giorno. Un trucco che non sbava, non si scioglie e ti permette di essere truccata anche da appena sveglia.

Cos’è il trucco permanente?

Il trucco permanente o Micropigmentazione consiste in un micro impianto di pigmenti realizzato nella parte più superficiale dell’epidermide e può essere applicato in diverse parti del corpo come le sopracciglia, la linea delle labbra o degli occhi. Quindi, si chiama Micropigmentazione l’introduzione di granuli di pigmento di diverse tonalità nel tessuto dermico con l’aiuto di aghi molto fini collegati ad un Dermografo. Il Dermografo è un apparato elettrico che produce movimenti di avanti e indietro che permettono il deposito del pigmento nell’epidermide.

Due tipi di trucco permanente

Esistono due tipi di trucco permanente: quello cosmetico e quello permanente di tipo correttivo. Il trucco cosmetico ha come funzione quella di abbellire. All’interno di questo tipo possiamo includere  delineamento di sopracciglia, labbro superiore ed inferiore e delineamento degli occhi. Il trucco permanente correttivo è invece indicato per tutte quelle persone che hanno subito incidenti e che di conseguenza hanno perso la pigmentazione in alcune aree rimaste poco definite in seguito ad un’operazione. Perciò il pigmento del trucco permanente viene impiantato nell’epidermide. In questo caso il colore è removibile e dura in media dai 5 ai 7 anni.

Come si realizza?

In un primo momento l’esperto segna il percorso da seguire. In seguito introduce i pigmenti millimetro a millimetro con un ago. È necessario che mentre si realizza l’impianto del pigmento lo specialista pulisca il materiale in eccesso con un cotton fioc umido per disinfettare e avere una visione nitida del percorso da seguire. L’apparato utilizzato nella Micropigmentazione è composto da un motore in cui vengono inseriti gli aghi e che trasmette il movimento di avanti e indietro. Questo movimento permette al prodotto di disperdersi in maniera graduale e di accumularsi in questo modo sull’epidermide. Gli aghi hanno solitamente un diametro tra 0,25 e 1,75mm a seconda dell’apparato ed esistono anche diversi tipi di teste in base al modello da utilizzare.
Durante il processo è importante che la pelle sia molto tesa per evitare che l’ago punga. L’angolo idoneo di entrata nella pelle è di 90º in modo da creare una linea ben definita. Di grande importanza è anche che gli aghi ed il contenitore del pigmento siano usa e getta per prevenire il contagio di qualsiasi malattia come l’AIDS o l’epatite. Il percorso può variare di intensità a seconda del numero di aghi utilizzati. Per una linea più fina si dovrebbero utilizzare un numero minore di aghi, mentre per risultati più intensi si avrà bisogno di una quantità maggiore di punte.

Durata della Micropigmentazione

Il processo di Micropigmentazione è permanente, cioè se non ci piace la forma non si può eliminare, ma solo modificare. Pertanto ci riferiamo a un metodo di trucco che si basa sull’impianto nella pelle di pigmenti permanenti ma non definitivi. Così, con il passare del tempo questi pigmenti perdono colore e la loro intensità si attenua. La sua durata dipende soprattutto dal tipo di vita della persona che si è sottomessa a questo processo e da determinati fattori come l’esposizione prolungata al sole che può modificare il colore e l’intensità delle linee.

Fasi della Micropigmentazione

Prima fase. In seguito alla realizzazione del trattamento si produce un’infiammazione provocata dalla penetrazione ripetitiva degli aghi. In questa fase si sviluppa un incremento della permeabilità vascolare e la perdita di un liquido sieroso. A sua volta si produce un aumento di leucociti e dei macrofagi e si possono notare particelle di pigmento libero sia nell’epidermide che nella derma.
Seconda fase. In questa fase si svolge il processo di cicatrizzazione e di formazione di crosta superficiale. Durante la formazione di quest’ultima, il colore diventa più scuro. Questo è un cambiamento ingannevole che sparisce una volta caduta la crosta. Questo processo dura circa quattro o cinque giorni.
Terza fase. In questo momento si ha il rinnovo dell’epidermide ed il recupero del collagene, componente indispensabile per l’elasticità della pelle. I pigmenti a loro volta si ridistribuiscono in modo tale che quelli che si erano depositati negli strati più superficiali spariscano per rinnovamento cellulare. Questo implica una diminuzione della tonalità del colore che rende il risultato più naturale. Questa fase avviene dopo circa 10 giorni dall’intervento.
Quarta fase. In questa fase si ha la riparazione totale dell’epidermide. Le particelle di pigmento si distribuiscono tra le particelle di collagene ed attorno ai capillari della derma. In seguito si uniforma ancora di più il colore ed i granuli vicini ai bulbi piliferi si eliminano rapidamente grazie alla secrezione sebacea.

Tipi di pigmenti

I pigmenti che vengono inseriti con la Micropigmentazione possono essere di due tipi: organici ed inorganici.
Pigmenti organici. Sono quei pigmenti che hanno come elemento fondamentale il carbonio. In generale sono meno consigliati dei pigmenti inorganici perché hanno una maggiore incidenza di reazioni allergiche. In più, essendo formati da particelle di diverse dimensioni si corre il rischio di spostamenti.
Pigmenti inorganici. Questi pigmenti hanno come elemento fondamentale l’ossido di ferro. La possibilità di allergie con questo tipo di pigmenti è praticamente nulla. In più il trucco permanente realizzato con questo tipo di prodotti offre un maggior fissaggio e garantisce una perdita di colore in maniera più uniforme.

Dolore e anestesia

Il procedimento non è doloroso anche se in determinati casi e dipendendo dal paziente è richiesta l’anestesia. Questa anestesia può essere somministrata attraverso l’applicazione di Lidocaina sotto forma di gel (4%), o attraverso un’iniezione applicata nella zona di lavoro. La Lidocaina produce solo un leggero intorpidimento della pelle 15 minuti dopo l’applicazione. Una volta terminato il processo, la pelle dovrà essere trattata con un antisettico per evitare qualsiasi tipo di infezione. Prima dell’intervento è bene non assumere alcolici, aspirine, farmaci anticoagulanti, integratori di vitamina E, aglio o erbe col fine di evitare il sanguinamento dato che queste sostanze fluidificano il sangue.

Da tenere in considerazione

È molto importante, nel momento in cui si decide di sottoporsi alla Micropigmentazione, saper scegliere un buon centro e uno specialista che conosca bene questa tecnica. Il procedimento è relativamente sicuro però esistono rischi di infezione e contaminazione se gli strumenti utilizzati non sono debitamente disinfettati. Si deve sempre scegliere uno specialista con esperienza, un dermatologo o un’estetista che conoscano e abbiano già praticato l’impianto di trucco permanente. È importante pretendere che gli aghi siano usa e getta e che non siano scaduti. L’intervento deve essere effettuato con guanti chirurgici e a seguito di una prova allergica. Questa prova si effettua usando un pigmento rosso che è anche il colore prodotto dalla reazione allergica nel caso questa ci sia. Dopo 5 anni la Micropigmentazione realizzata perde il colore perciò è necessario riapplicarlo. Quando il colore diventa più chiaro è il momento di ritoccarlo. Prima di iniziare il procedimento lo specialista disegna il contorno da trattare con un pennarello semi permanente. Nel caso che il risultato non sia quello desiderato lo specialista potrà effettuare un lifting del pigmento. Ciò può essere effettuato solo in piccole aree e consiste nell’utilizzo di una miscela salina che viene applicata per sollevare il prodotto. Nel caso in cui la zona da trattare sia più grande si avrà bisogno di un trattamento più esteso come il laser. In questo caso si deve contattare un dermatologo. Nella zona tatuata si potrà applicare un trucco aggiuntivo che aumenti quello permanente. Non c’è nessuna controindicazione nella combinazione di Micropigmentazione e chirurgia estetica, nonostante ciò è più frequente sottoporsi a chirurgia prima del trucco permanente in modo tale che quest’ultimo possa correggere qualsiasi tipo di imperfezione a seguito dell’intervento.

Fonte: Revista El cuerpo

Pubblicato da: Top Doctors®