Come si cura l’ipoacusia?

Autore: Prof. Guido Coen Tirelli
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

La diminuzione della capacità uditiva è un fenomeno abbastanza comune con il progredire dell’età. Grazie a controlli regolari è però possibile contrastarla. Ce ne parla il Prof. Guido Coen Tirelli, esperto in Otorinolaringoiatria a Roma

Quali tipologie di ipoacusia esistono?

Con il termine ipoacusia si intende l’indebolimento dell’apparato uditivo: in parole povere chi soffre di ipoacusia sente di meno. Questa patologia interessa:

  • L’orecchio esterno, dove la perdita di udito può essere causata dalla presenza di un corpo estraneo nel condotto uditivo o da patologie che lo possano occludere;
  • L’orecchio medio, con patologie legate alla cassa del timpano;
  • L’orecchio interno;
  • Il nervo acustico

Da cosa può essere causata l’ipoacusia?

L’ipoacusia può essere causata da diversi fattori: in letteratura ad esempio si citano fattori ereditari, l’utilizzo di alcuni farmaci o malattie intercorrenti. Alcuni esempi possono essere particolari antibiotici che se assunti in dosaggi alti possono provocare un calo dell’udito a livello del nervo acustico, oppure malattie legate al condotto uditivo che provocano la sua chiusura e rendono ipoacusici i pazienti, o ancora patologie ereditarie legate alla catena ossiculare.

È possibile guarire dall’ipoacusia?

A seconda delle cause che influiscono sull’insorgenza dell’ipoacusia e sulle condizioni del paziente, lo specialista indicherà il trattamento più adatto, che nella maggior parte dei casi potranno risolvere la patologia. Per alcune tipologie, se il paziente è giovane ed in buone condizioni di salute, l’intervento chirurgico dà ottimi risultati; nel caso invece di pazienti anziani o con patologie per cui non è consigliabile un intervento è meglio optare per l’apparecchio acustico.

La tecnologia sta effettuando grandi passi avanti e si sta progressivamente migliorando la qualità degli strumenti e delle metodiche che si possono applicare alle patologie uditive. Basti pensare che 20 anni fa gli impianti cocleari erano indicati solo per alcuni pazienti, mentre ad oggi la protesizzazione si è evoluta tanto da poter aiutare fino al 90% delle persone che soffrono di ipoacusia.

Quali sono i consigli che si sente di dare ai pazienti?

Oltre ai casi per il quale l’ipoacusia viene determinata da specifiche patologie o problematiche, si deve essere ben consapevoli che la perdita progressiva dell’udito è un processo fisiologico che fa parte dell’avanzamento dell’età. Per questo motivo è importante tenerlo sotto controllo e informare i pazienti della possibilità di ricorrere in tempo ad un apparecchio che lo possa aiutare. Il mio consiglio è quindi quello di effettuare controlli periodici ogni 5 anni dopo i 60 anni e ogni anno una volta superati i 75 anni: la visita obiettiva e l’esame audiometrico si effettuano in soli quindici minuti.

Prof. Guido Coen Tirelli
Otorinolaringoiatria

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