Computer e cellulare: attenzione agli occhi!

Autore: Dott. Gustavo Brusasco
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Editor: Top Doctors®

Computer, tablet e smartphone sono ormai strumenti indispensabili, sia al lavoro che nella vita privata. La nostra vista, però, può risentire delle ore passate davanti allo schermo. Il Dott. Gustavo Brusasco, esperto in Oculistica a Torino, ci regala alcuni consigli per avere maggior cura dei nostri occhi

 

 

1) Cellulari e computer possono danneggiare la vista?

L’utilizzo prolungato di tali dispositivi può provocare disturbi visivi. Le persone che li utilizzano, per motivi personali e di lavoro, spesso lamentano occhi stanchi, visione doppia e/o sfocata, bruciore, lacrimazione o secchezza oculare.

Alcuni studi affermano che circa il 90% delle persone che utilizzano cellulari e computer per più di 4 ore al giorno soffrono di questi sintomi. La frequenza è così tanto in aumento che si parla di una vera e propria sindrome, la Computer Vision Syndrome (CVS).

 

2) Cos’è la Sindrome da Visione al Computer?

La Sindrome da Visione al Computer è caratterizzata da una sovrapposizione di problematiche oculari, visive e posturali che tende a manifestarsi nelle persone che hanno abilità visive inadeguate a sostenere un uso del PC troppo prolungato.

I sintomi di questa sindrome possono essere raggruppati in due gruppi:

  • Sintomi interni: bruciore, irritazione, lacrimazione e secchezza.
  • Sintomi esterni: affaticamento oculare, mal di testa, dolore oculare, visione doppia, sfocamento. Questi sintomi sono generalmente legati a problematiche visive (refrattive, accomodative o binoculari).

Un problema visivo non corretto aumenta la frequenza dei sintomi legati alla CVS. L’ipermetropia o la miopia devono necessariamente essere compensate al fine di ridurre lo stimolo accomodativo e lo sfocamento dell’immagine. Occorre, inoltre, prestare attenzione all’astigmatismo, che aumenta in modo significativo la sintomatologia durante l’uso del computer.

 

3) A cosa è dovuta la visione sfocata dopo l’uso del computer?

La visione sfocata da vicino o da lontano dopo l’utilizzo prolungato del computer è un sintomo comune nei soggetti con CVS. È causata da un’inadeguata risposta accomodativa durante l’uso del PC, o da un insufficiente rilassamento accomodativo nel momento in cui il soggetto allontana lo sguardo dallo schermo.

Quando viene riscontrata un’anomalia accomodativa, la prestazione visiva può migliorare notevolmente se il problema viene trattato in modo adeguato, con correzione ottica oppure con esercizi per il potenziamento delle abilità visive.

 

4) L’illuminazione è importante quando si lavora al computer?

Un’inadeguata illuminazione della postazione di lavoro rappresenta un fattore di rischio per la CVS. Un’illuminazione eccessiva dell’area circostante lo schermo determina una maggior difficoltà di lettura dei caratteri, oltre ad un aumento dell’abbagliamento e dei possibili riflessi. Questa condizione può favorire l’insorgenza di un affaticamento visivo.

Il primo consiglio è quello di impostare un’illuminazione costante in tutto il campo visivo attorno al monitor, con sorgenti luminose non troppo intense ed evitando i neon. Le finestre vanno dotate di tende o oscuranti per non far filtrare troppa luce o, qualora questo risultasse impossibile, è necessario spostare la postazione di lavoro.

È importante posizionare lo schermo ad una distanza compresa tra 40 e 100 cm ed ad una altezza che ne permetta la visione mantenendo gli assi visivi inclinati di circa 10-15° verso il basso (la parte alta dello schermo dev’essere di poco al di sotto della linea dello sguardo).

Una strategia importante per prevenire la CVS è rappresentata, infine, dalla gestione delle pause: pause brevi ma frequenti possono ridurre notevolmente i sintomi di chi lavora al computer.

 

5) Si dovrebbero indossare delle lenti quando si lavora al computer?

L’utilizzo di un occhiale ben calibrato resta lo strumento migliore per la riduzione della CVS. Le lenti monolocali possono essere una buona soluzione se l’addizione fornita è inferiore a 0,75-1,00 diottrie, in quanto forniscono un ottimo campo visivo, un intervallo di visione nitida sufficientemente ampio e non inducono l’assunzione di posture forzate.

Le lenti a profondità di campo (chiamate anche occupazionali o lenti Office) sono anch’esse una soluzione intelligente, studiata appositamente per migliorare la visione davanti allo schermo e ad oggetti posti a 2-3 metri di distanza. Queste lenti presentano nella porzione superiore un potere meno positivo rispetto a quello della porzione inferiore, permettendo sia una visione confortevole del PC attraverso la zona medio-superiore della lente, sia una visione nitida della tastiera e dei fogli sulla scrivania con la porzione inferiore.

Per quanto riguarda le lenti progressive, la zona di lente che permette la visione nitida del monitor si trova nella parte inferiore. Chi le utilizza, quindi, si trova costretto ad assumerne posture scorrette, inclinando all’indietro il capo. Anche le lenti bifocali sono inadeguate per chi lavora al PC, poiché richiedono un asse visivo inclinato verso il basso di almeno 20 ° per ottenere una visione nitida degli oggetti ravvicinati, condizione incompatibile con il lavoro d’ufficio.

 

6) Perché chi lavora al computer ha spesso “l’occhio secco”?

Durante l’utilizzo del computer, la frequenza di ammiccamento si riduce notevolmente: si registra, quindi, un aumento del tempo di esposizione della superficie ed una maggior evaporazione del liquido lacrimale. Per risolvere questo tipo di problema è indicato l’utilizzo di sostituti lacrimali, selezionati dal Medico Oculista in relazione alle caratteristiche lacrimali del paziente.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Gustavo Brusasco
Oculistica

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