Conoscere le malattie del sangue

Autore: Dott. Giovanni Bertoldero
Pubblicato:
Editor: Cecilia Ghidotti

Quali malattie del sangue esistono, cosa comportano e quali sono le loro caratteristiche principali? Ne abbiamo parlato con il Dott. Bertoldero Giovanni, specialista in Ematologia a Mirano

Cosa sono le malattie ematologiche?

Le malattie ematologiche sono delle patologie a carico del tessuto sanguigno. Possono dipendere da vari fattori, come la qualità, il numero o la funzionalità delle cellule ematiche, della loro composizione o del plasma. Queste patologie possono essere ereditarie o genetiche, ma anche acquisite.

Alcune patologie, come ad esempio la leucopenia, comportano la riduzione del numero di globuli bianchi, mentre altre, come la trombocitopenia, comportano la riduzione del numero delle piastrine. Inoltre, alcune portano alla riduzione dell’emoglobina: in questo caso parliamo di anemia. Quando invece vi è un aumento della quantità di cellule (globuli bianchi, piastrine o globuli rossi) vengono definite leucocitosi, trombocitosi e eritrocitosi.

Fra le patologie del sangue più comuni ci sono:

Cosa si intende con leucemie acute?

Le leucemie acute comportano una proliferazione rapida e incontrollata di elementi immaturi delle linee ematologiche, normalmente presenti nel midollo osseo (mieloblastiche) oppure nel sistema linfatico (linfoblastiche). Occupano lo spazio midollare a spese delle linee normalmente presenti e possono invadere anche organi e tessuti.

Quando si soffre di questa patologia, risulta insufficiente la normale capacità produttiva del midollo con conseguente carenza di globuli rossi (anemia), globuli bianchi (caduta delle difese immunitarie) e piastrine (emorragie). Vi è una scarsa ossigenazione dei tessuti e degli organi, carenza di difese nei confronti di patogeni anche endogeni, emorragie in organi e tessuti, evidenti nella cute come petecchie e/o ematomi. La leucemia acuta può portare alla morte per insufficienza multiorgano o infezioni.

È assolutamente necessario aggredire le cellule leucemiche con chemioterapici che, in combinazione, ne impediscano la replicazione o ne determinino la morte agendo sul DNA, sulla sua capacità di ripararsi, sulla loro capacità di dividersi. In questo modo, si “pulisce” il midollo e si permette al paziente di tornare alla sua vita normale.

Eccetto in alcuni casi specifici, come ad esempio nella leucemia acuta promielocitica, generalmente la chemioterapia non è in grado di distinguere tra elementi neoplastici e cellule normali. Ne consegue che le mucose di rivestimento siano colpite in eguale misura, con conseguenti mucositi del cavo orale della faringe, dell’esofago e dell’intestino.

Cosa sono invece i mielomi?

I mielomi sono neoplasie che coinvolgono le plasmacellule, cioè le cellule che normalmente sono la fabbrica dei nostri anticorpi. Derivano, come tutte le cellule neoplastiche, da un errore presente in una singola cellula che non muore o non viene distrutta perché non viene riconosciuta come errata dal nostro sistema immunitario o ha capacità proprie di difesa.

Il prodotto finale, in ogni caso, è sempre una linea di cellule tutte uguali a sé stesse (dette monoclonali) che prolifera autonomamente all’interno dell’organismo, condizionando a proprio favore anche l’ambiente che le circonda. Nel caso del mieloma, ad esempio, hanno la capacità di crearsi un “nido” all’interno dell’osso, erodendolo e sacrificando la struttura stessa dell’osso a proprio vantaggio.

Dott. Giovanni Bertoldero
Ematologia

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