Cos’è il dolore addominale e come si può trattare?

Autore: Prof. Bruno Benini
Pubblicato: | Aggiornato: 14/06/2018
Editor: Top Doctors®

Il dolore addominale può essere causato da molti fattori e può essere trattato con terapie farmacologiche o chirurgiche. Il Prof. Bruno Benini, esperto in Chirurgia Generale a Roma, ci spiega tutto quello che c’è da sapere su questo tema

Che cos’è il dolore addominale?

Molti sono i pazienti che lamentano dolore addominale che si ripete e si mantiene nel tempo e in questo caso si definisce come dolore addominale cronico. Può essere costante e comparire tutti i giorni, può essere legato ad altre cause come il ciclo mestruale o può insorgere solo in determinati momenti, come ad esempio dopo i pasti o a digiuno; inoltre può essere accompagnato da sintomi come irregolarità dell'alvo (diarrea o stitichezza), vomito, febbre e senso di peso addominale. 

Da cosa è causato il dolore addominale?

Poiché il dolore addominale non è un sintomo visibile, come la tosse, capita spesso che la sintomatologia del paziente venga sottovalutata ed inquadrata come una somatizzazione di un disturbo psicologico, ansia o depressione, mentre in realtà esiste una causa che lo scatena. Le cause che lo determinano possono essere molte e risulta difficile descrivere in poche righe i rapporti tra dolore, sintomi associati e cause. Solo un preciso esame clinico e l'ascolto attento di quanto riferito dal paziente permette di orientare sulle possibili cause del dolore addominale cronico: a questo primo esame, seguiranno poi i dovuti accertamenti strumentali. Tra le cause più frequenti, tuttavia, vi sono le aderenze intestinali, e tra le donne vi è l’endometriosi. Altre cause di dolore localizzato nella parte superiore dell'addome sono l'esofagite da reflusso, o l'ulcera gastrica o duodenale, mentre del dolore attorno all'ombelico sono responsabili, alle volte, alcune forme di appendicite cronica o il diverticolo di Meckel

Come si tratta il dolore addominale?

Il trattamento di alcune di queste patologie è medico, ma in altri casi si ricorre alla laparoscopia che permette sia di fare diagnosi che di risolvere il quadro doloroso, con un minimo traumatismo e una ripresa precoce delle proprie attività: ad esempio nel caso di una patologia sostenuta da aderenze, si procederà alla liberazione dell'intestino o nel caso di un'endometriosi si elimineranno i noduli patologici. Analogamente se si è in presenza di un diverticolo di Meckel questo potrà essere asportato, sempre con la tecnica mininvasiva. 

La chirurgia laparoscopica e le nuove tecnologie

La chirurgia laparoscopica ha raggiunto oggi livelli tecnici elevatissimi: basti pensare all'impiego di telecamere 4k che proiettano le immagini su schermi di grandi dimensioni, anch'essi ad altissima risoluzione. Il chirurgo dispone, poi di una strumentazione dedicata e miniaturizzata che gli permette di eseguire l'intervento attraverso piccole incisioni di 50-10 mm, o, addirittura, può eseguire l'intervento entrando in addome attraverso una sola incisione di 2 mm nascosta nell'ombelico. Naturalmente si tratta di tecniche che richiedono un'adeguata preparazione ed esperienza per essere eseguite correttamente con minimo rischio.

Prof. Bruno Benini
Chirurgia generale

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