Cos’è la malattia di Peyronie?

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Top Doctors®

La malattia di Peyronie è un processo degenerativo del tessuto del pene che produce un incurvamento o deviazione del pene. Chi soffre di questa patologia, deve rivolgersi ad un esperto in Andrologia per trovare una soluzione al problema.

 

 

Cos’è la malattia di Peyronie?

 

La malattia di Peyronie si caratterizza per la presenza di una placca fibrosa nella tunica albuginea, la membrana che avvolge i corpi cavernosi del pene. Come conseguenza della fibrosi, si manifesta l’incurvamento del pene. Esistono curvature lievi e gravi, che possono rendere difficoltosa la penetrazione o rendere dolorosa l’erezione.

 

La denominazione della malattia deriva dal medico francese François Gigot De La Peyronie, chirurgo del Re Luigi XV di Francia.

 

Cause

 

Le cause della malattia sono sconosciute, ma esistono varie teorie a riguardo. La teoria più accettata dalla comunità scientifica è che i microtraumi che soffre il pene durante l’attività sessuale coitale provocano una risposta infiammatoria negli individui predisposti, infiammazione che provoca il cosiddetto pene curvo. Inoltre, si trovano relazioni con patologie come la sindrome di Dupuytren (che provoca la flessione progressiva delle dita della mano).

 

Sintomi

 

I sintomi più comuni sono l’incurvamento del pene in fase di erezione e dolore. A causa di questa curvatura, la lunghezza e diametro del pene possono diminuire. Nelle fasi più avanzate, l’erezione può venire seriamente compromessa o completamente impedita.

 

Inoltre, il paziente può sentirsi costernato, in quanto non si tratta solo di un problema estetico, ma ha conseguenze anche sull’attività sessuale.

 

 

Diagnosi e trattamento

 

Per eseguire una diagnosi della malattia, sono necessari i seguenti esami:

 

  • Esplorazione e palpazione dei corpi cavernosi del pene.
  • Autofotografie del pene in erezione.
  • Ecografia del pene in alta risoluzione, per visualizzare placche di fibrosi o noduli calcificati.

 

Il trattamento dipenderà dall’età del paziente, dalla fase in cui si verifica la malattia, dal grado d’incurvamento e dal tipo di lesione che presentano i corpi cavernosi del pene.

 

Le curvature lievi, diagnosticate nelle prime fasi della malattia, vengono curate con un medicinale topico, che viene introdotto nell’organismo attraverso delle leggere scosse elettriche (ionoforesi).

 

Esistono studi che avallano l’uso di estensori meccanici, sotto supervisione medica, per curvature lievi e di recente apparizione. Nei casi più gravi, è necessario ricorrere alla chirurgia.

 

Prima che il problema si aggravi, è necessario chiedere il parere di un Andrologo, che può aiutare a trovare una soluzione prima che sia necessario ricorrere alla chirurgia.

 

In collaborazione con il Dr. Mariano Rosselló Barbará

 Redazione di Topdoctors

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Andrologia


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