Curare la disfunzione erettile con le onde d’urto

Autore: Dott. Andrea Militello
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Editor: Top Doctors®

Al giorno d’oggi la disfunzione erettile si può trattare con la terapia ad onde d’urto a bassa intensità. Il Dott. Militello, esperto in Andrologia a Roma, descrive questo nuovo trattamento sviluppato 10 anni fa che ha portato a risultati molto buoni

Che cos’è la disfunzione erettile?

La disfunzione erettile è una condizione caratterizzata dall’incapacità di raggiungere e mantenere l’erezione dei corpi cavernosi, impedendo quindi di avere un rapporto soddisfacente. 

Da cosa è causata?

Le cause della disfunzione erettile sono di molteplice natura. Riconosciamo forme organiche che possono essere di natura metabolica, endocrina o vascolare, come ad esempio nel diabete, nell’ipertensione, in malattie cardiovascolari e nel forte fumatore, oppure in conseguenza a interventi pelvici come ad esempio l’intervento di prostatectomia radicale per carcinoma prostatico. Non dobbiamo sottovalutare chiaramente anche disturbi psicogeni, dove la componente ansiogena è spesso molto alta e causa disfunzione erettile specialmente nel giovane.

Disfunzione erettile e impotenza sono la stessa cosa?

Il termine “impotenza”, spesso utilizzato in passato, ormai è in disuso. Con il termine impotenza un tempo si indicava sia la disfunzione erettile che la ridotta fertilità. È un termine eccessivamente dequalificante per l’uomo e che agisce negativamente su un’autostima già di per sé molto fragile. Oggigiorno, parliamo di disfunzione erettile e di ridotta fertilità per quanto riguarda la componente legata alla spermatogenesi.

A chi rivolgersi?

Lo specialista di riferimento è l’andrologo che ha il compito innanzitutto di farsi carico del problema del paziente sotto tutti gli aspetti, sia tecnici che emozionali. Dobbiamo riconoscere che questa patologia, spesso transitoria e facilmente affrontabile, porta con sé tantissime ripercussioni anche nella sfera psicologica che richiedono spesso un supporto più di natura emotiva che non organica.  Effettuati i test diagnostici, che si avvalgono essenzialmente di dosaggi ormonali e della valutazione della vascolarizzazione dei corpi cavernosi con un Rigiscan test notturno ed un ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi, sarà chiaramente compito dell’andrologo iniziare con il paziente un percorso terapeutico.

Terapie tradizionali per la disfunzione erettile

Fino ad oggi le soluzioni erano chiaramente quelle farmacologiche che tutti conosciamo e, nei casi non rispondenti alla terapia farmacologica (da subito o dopo qualche tempo dall’assunzione), le alternative spesso erano quelle dell’iniezione intracavernosa di prostaglandine oppure il posizionamento della protesi peniena. Oggigiorno possiamo proporre al paziente anche delle terapie di “seconda linea” che permettono di recuperare la risposta all’uso dei farmaci e, in una percentuale di pazienti, anche di sospendere totalmente l’uso del farmaco. Stiamo parlando delle onde d’urto a bassa intensità.

Onde d’urto per curare la disfunzione erettile

L’onda d’urto è un’onda acustica che interagendo con i tessuti provoca all’interno di essi dei cambiamenti biologici. Le onde d’urto sfruttano un meccanismo meccanico e già da tempo si utilizzano con soddisfazione in campo ortopedico. Dobbiamo essenzialmente riconoscere onde d’urto ad alta intensità, le onde d’urto a media intensità e le onde d’urto a bassa intensità: sono proprio queste ultime, le onde d’urto a bassa intensità, che hanno trovato un impiego interessante anche in campo andrologico. Il tutto è iniziato da sperimentazioni che avevano evidenziato come, una volta concluso con l’arteria coronarica e sottoponendo il tessuto cardiaco a onde d’urto a bassa intensità, si poteva recuperare la vascolarizzazione cardiaca. Per cui chiaramente sono nate le prime sperimentazioni anche a livello dei corpi cavernosi del pene. I lavori sono partiti in Israele circa 10 anni fa ed attualmente le onde d’urto a bassa intensità sono utilizzate con successo anche nel trattamento della disfunzione erettile nell’uomo. Gli ultimi studi e protocolli italiani che sono stati riportati al Congresso Italiano di Andrologia hanno evidenziato come il 60% dei pazienti trattati torni ad essere responsivo ai farmaci.

Dott. Andrea Militello
Andrologia

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