Deformità degli arti inferiori: il piede torto congenito

Autore: Prof. Nicola Marcello Portinaro
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Top Doctors®

Vi sono diversi tipi di piede torto congenito, che possono causare grossi problemi di deambulazione ai bambini che ne soffrono se non vengono diagnosticate e trattate per tempo. Ne parla il Prof. Nicola Marcello Portinaro, esperto in Ortopedia pediatrica a Milano

Cos’è il piede torto congenito?

Il piede torto congenito è una malattia che causa malformazioni alle estremità inferiori e colpisce diverse parti del piede e delle sue articolazioni. Può essere definito supino, aro o equino, a seconda delle caratteristiche tipiche della deformità e della sua gravità.

Il disturbo si manifesta fin dalla nascita, e oggi può essere identificato fin dalla 22esima settimana di gravidanza tramite le moderne tecniche di ecografia morfologica.

Questo tipo di diagnosi precoce permette all’ortopedico di preparare la famiglia del bambino fin da prima della sua nascita, e di programmare per tempo le terapie necessarie.

Quanti ne soffrono e quali sono le cause?

Circa 1 neonato su 1,000 soffre di piede torto congenito. Quest’ultimo si classifica dunque come la seconda deformità congenita più diffusa dopo la displasia dell’anca, e a soffrirne sono soprattutto i bambini maschi. Il piede torto può inoltre colpire entrambi i piedi.

Per quanto riguarda le cause del disturbo, vi sono due ipotesi nel mondo medico:

  • L’embrione potrebbe svilupparsi con un difetto congenito durante la sua crescita;
  • L’utero potrebbe causare pressione sulla gamba del feto e schiacciarne il piede.

Quali sono i trattamenti?

Già pochi giorni dopo la nascita può essere iniziata una terapia mediante manipolazione dei piedi e applicazione di gessature. Più nello specifico, spesso viene adottato il metodo Ponseti, che consiste nell’adozione settimanale di circa 5-6 gessi seriati, che corregge la deformità gradualmente e senza provocare dolore.

Dal terzo mese di vita del bambino si può eseguire l’allungamento del tendine di Achille; questo intervento, se effettuato più tardi, può richiedere una correzione anche delle ossa coinvolte (osteotomia).

È da tenere in conto, tuttavia, che nel 10% dei casi circa si assiste a recidive, ovvero questi disturbi potrebbero manifestarsi nuovamente.

Il piede metatarso varo

Il piede metatarso varo causa una deformazione dell’avampiede, che risulta spostato verso l’interno.

Il trattamento consiste in manipolazioni manuali specifiche; se queste vengono eseguite nelle prime settimane di vita, la deformazione viene corretta in quasi tutti i casi. La terapia viene di frequente affiancata all’uso di scarpe correttive.

Se la correzione manuale risulta impossibile da eseguire, per esempio nel caso di deformità gravi, si opera chirurgicamente tramite l’allungamento dei tendini e la correzione delle capsule delle articolazioni, nel caso queste risultino retratte.

Il piede astragalo verticale

Il piede astragalo verticale è una deformità che consiste nella flessione dorsale della parte anteriore del piede dovuta all’alterazione dell’astragalo, un osso che fa parte tanto del piede quanto della caviglia. L’astragalo si posiziona verticalmente rispetto alle ossa circostanti, causando una modifica dei rapporti anatomici tra le articolazioni del mesopiede. Il piede colpito da questa malformazione viene denominato anche “piede a dondolo” a causa della forma peculiare che assume.

Il trattamento si avvale anche in questo casi di manipolazioni mirate, con l’obiettivo di correggere la curvatura del piede. Spesso però si rendono necessarie operazioni chirurgiche dall’esito potenzialmente insoddisfacente.

Prof. Nicola Marcello Portinaro
Ortopedia pediatrica

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