Displasia all’anca: quando e perché si sviluppa| Top Doctors

Displasia dell’anca: cos'è e come risolverla

Autore: Dott. Mario Cervone de Martino
Pubblicato: | Aggiornato: 05/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Mario Cervone de Martino, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Napoli, ci parla della displasia, una patologia che colpisce l’articolazione dell’anca nei neonati e come può risolvere efficacemente.

Che cos’è la displasia dell’anca?

La displasia dell’anca è un’anomalia articolare che colpisce una o entrambe le anche di un neonato. Lo sviluppo della patologia inizia già in gravidanza per poi continuare la sua evoluzione dopo il parto. La displasia si presenta essenzialmente con una particolare debolezza dell’articolazione dell’anca e la conseguente incapacità della testa femorale di rimanere all’interno della cavità acetabolare, se sottoposta a pressioni esterne. Se non diagnosticata in tempo, l’anomalia porta alla dislocazione della testa femorale che assume una posizione superiore a quella che naturalmente avrebbe, producendo in questo modo una lussazione dell’anca. Statisticamente la malattia sembra colpire in maniera maggiore le bambine, suggerendo un collegamento tra gli ormoni femminili e la deformazione dell’articolazione.

Qual è la causa della displasia dell’anca?

La causa all’origine della patologia non è stata ancora chiarita. Esistono, tuttavia, alcuni fattori che sembrano agevolarne lo sviluppo. I bambini che assumono la posizione podalica con ginocchia estese durante la gravidanza soffrono maggiormente del disturbo probabilmente a causa della prolungata posizione. Anche la lassità capsulo-legamentosa, una malattia di predisposizione genetica, riveste un ruolo importante nell’insorgenza del problema. Infine, fasciare il neonato con le cosce chiuse e distese, predispone ugualmente alla patologia.

Sintomi della displasia dell’anca

Nel neonato i sintomi non sono solitamente evidenti, solo l’occhio esperto di un pediatra sarà in grado di stabilire la presenza del problema. Quando il bambino cresce ed inizia a camminare, se il disturbo non è stato già individuato, la possibilità che si produca una lussazione dell’articolazione è piuttosto alta. Il sintomo più evidente è l’accorciamento del muscolo della coscia con conseguente difficoltà di apertura dell’anca corrispondente fino a rendere il bambino claudicante.

Quali esami sono utili per diagnosticare la displasia all’anca?

Nei neonati è buona norma effettuare un’ecografia dell’anca alle 6-8 settimane di vita a scopo preventivo, anche quando non vi è nessun dubbio clinico. Dall’ecografia sarà evidente se la testa femorale ha assunto una posizione innaturale o se la rima articolare si sia ridotta.

Come si cura la displasia dell’anca?

Nei neonati la displasia all’anca può essere efficacemente risolta attraverso l’uso di divaricatori e se diagnosticata con ritardo attraverso particolari gessi. Nei rarissimi casi in cui queste tecniche non funzionassero, lo specialista potrebbe valutare la possibilità di intervenire chirurgicamente sull’articolazione con una osteotomia femorale o pelvica. Qualora la patologia non sia ancora stata risolta nel giovane adulto è necessario mantenere uno stile di vita sano, che mantenga il peso sotto controllo e che non sforzi le anche. Via libera quindi a nuoto ed esercizi focalizzati sui glutei per mantenere l’equilibrio muscolare, con attenzione ad evitare sport, come la corsa, che producano un impatto sulle anche. A queste indicazioni si assocerà poi un intervento di osteotomia. Infine, qualora la lussazione abbia già prodotto un’artrosi irrisolvibile non resterà altra possibilità che intervenire con una protesi.

Dott. Mario Cervone de Martino
Ortopedia e Traumatologia

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