Elastosonografia

Autore: Dott. Andrea Iozzelli
Pubblicato:
Editor: Martina Gorla

L'elastosonografia è una nuova tecnica di diagnostica per immagini basata sull’ecografia, che permette di ottenere in tempo reale il rilevamento delle proprietà fisiche dei tessuti mediante ultrasuoni

Studi e vantaggi

Sono stati condotti numerosi studi nel campo biomedico utilizzando questa tecnica, la quale è stata dimostrata essere particolarmente utile nella caratterizzazione di aree focali e nodulari della tiroide, nella diagnosi di cancro alla prostata e nella stadiazione della fibrosi epatica in pazienti con malattie croniche del fegato, e più recentemente, hanno valutato anche l'applicazione di questa tecnica per la caratterizzazione delle lesioni mammarie.

I vantaggi dell'elastosonografia sono numerosi, di cui i principali sono:

  • Non invasività dell'esame, sempre ben tollerata dai pazienti;
  • Velocità di esecuzione, in quanto questa tecnica può essere parte integrante dell’esame ecografico per l’esame di qualsiasi formazione nodulare e del tessuto degli organi esaminati.

Questa nuova metodica diagnostica rappresenta un vantaggio significativo, in particolare per lo studio di piccole lesioni dubbie, perché permette una migliore capacità di interpretare la natura delle lesioni, riducendo il numero di pazienti che devono essere sottoposti a tecniche diagnostiche più invasive e traumatiche (agoaspirati o biopsie con ago) e quindi riducendo i falsi positivi.

Obiettivi dell’elastosonografia

La caratterizzazione dei tessuti è sempre stata un obiettivo dell’ecografia diagnostica; tuttavia, fino ad ora, era impossibile raggiungerlo senza utilizzare complessi sistemi software di analisi. Le nuove piattaforme digitali ecografiche di alta gamma permettono di integrare direttamente e in tempo reale le classiche informazioni ultrasonografiche (potenza, colorDoppler, ecc…) con quelli di elastosonografia.

Si tratta dunque di un nuovo metodo che consente una migliore caratterizzazione dei tessuti senza l'uso di mezzo di contrasto ecografico, tecnica quest’ultima che prevede la somministrazione di un farmaco per via endovenosa, non sempre possibile o accettabile da parte del paziente e che aumenta considerevolmente i costi dell’esame.

Come avviene e quali informazioni evidenzia?

Questa tecnica diagnostica sfrutta due concetti di base: ci sono segni differenze significative nelle proprietà meccaniche dei vari componenti del tessuto. Infatti in molte patologie l'elasticità del tessuto viene modificata in modo significativo.

In pratica, l'elastosonografia evidenzia con una scala cromatica le variazioni di elasticità della struttura in analisi, sia essa una formazione nodulare o tutto il tessuto costituente l’organo.

Per ottenere ciò viene utilizzata la sonda ecografica standard e la compressione verticale viene applicata al tessuto, che può essere ottenuto manualmente o automaticamente dalla sonda, negli ecografi più recenti dotati di un trasduttore di nuova generazione. Questa compressione determina il fatto che i tessuti subiscono una deformazione, più o meno rilevante in relazione alla loro elasticità, restituendo segnali differenti.

Pertanto, l'immagine elastosonografica è la conseguenza dell'analisi delle proprietà meccaniche/elastiche del tessuto attraversato dagli ultrasuoni. Tessuti di diversa natura hanno proprietà meccaniche molto diverse e, pertanto, quando adeguatamente compressi, rispondono in modo diverso.

La diversità dei coefficienti elastici consente l'analisi differenziale dei tessuti e delle lesioni in esame. Dunque, la valutazione dei noduli, ad esempio mammari o tiroidei, con questo metodo consente di quantificare l'entità dell’elasticità o rigidità del nodulo stesso rispetto al tessuto ghiandolare circostante. Allo stesso modo le variazioni tissutali indotte da una patologia cronica del fegato, modificano l’elasticità del tessuto epatico; quest’aspetto può efficacemente essere valutato e monitorato nel tempo, in modo ripetibile e non invasivo, rispetto all’esecuzione di multiple biopsie epatiche, metodica diagnostica invece dolorosa, non priva di rischi e complicanze.

Dott. Andrea Iozzelli
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