Fratture dell’omero: gli esami necessari

Autore: Prof. Giandomenico Logroscino
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Le fratture dell’omero rappresentano un campo di difficile gestione anche per il chirurgo ortopedico esperto. Il Prof. Giandomenico Logroscino, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci parla dei principali esami necessari per una corretta diagnosi

Quale funzione hanno i muscoli della spalla?

I muscoli della spalla hanno un ruolo fondamentale nella pato-anatomia delle fratture prossimali di omero, esercitando una forza diuomo con dolore alla spalla trazione a livello della loro inserzione omerale, tale da determinare il pattern dislocativo dei frammenti di frattura. 

In particolare, la cuffia dei rotatori contribuisce ad una tipica retrazione posteriore e superiore della grande tuberosità grazie alla trazione esercitata dai muscoli extrarotatori, quali il muscolo sopraspinato, il muscolo sottospinato ed il muscolo piccolo rotondo.

Il muscolo sottoscapolare, invece tende a retrarre la piccola tuberosità medialmente. Nell’evenienza in cui la piccola tuberosità rimanga adesa alla testa, la trazione muscolare, esercitata sempre dal muscolo sottoscapolare, comporta una rotazione interna della testa stessa. Se invece è la grande tuberosità a rimanere collegata al frammento della testa, questa risulterà extra ruotata e, allo stesso tempo, dislocata lateralmente e posteriormente.

Ai fini diagnostici quali esami sono necessari?

È oramai standardizzato eseguire una sequenza di esami radiografici, che lo stesso Neer ben codificò negli anni '70 e che fu definita "Neer Trauma Series", composta da una proiezione anteroposteriore vera, una proiezione ascellare ed una assiale di scapola. In alternativa, date le ovvie difficoltà ad eseguire una proiezione ascellare in un paziente traumatizzato (difficoltà alla abduzione) nel 1967 Bloom descrisse un'ulteriore tecnica radiografica la proiezione ascellare alla Velpeau.

donna con dolore alla spallaNei casi in cui la corretta classificazione della frattura non risulti agevole al semplice esame radiografico o, comunque permangano dubbi sulla pato-morfologia della lesione è possibile ricorrere ad un esame TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) con scansioni di 2 mm. e ricostruzione 3D. Questo esame, può essere utilmente compendiato in casi selezionati, dall'utilizzo di mezzo di contrasto (ANGIO-TAC), per lo studio dei rapporti tra i monconi di frattura e strutture vascolari o nel dubbio diagnostico di lesione vascolare acuta.

Quali sono le linee guida generali per il trattamento?

La corretta comprensione del pattern di frattura, del rischio di necrosi avascolare della testa dell’omero, di eventuali lesioni associate rappresentano il primo passo verso la scelta di un corretto iter di trattamento.

Accanto a questi fattori correlati alla frattura ne esistono anche altri legati al paziente quali la presenza di patologie associate o comorbidità (la salute generale, gravidanza, obesità, problemi neurologici, presenza di artriti), il grado di “compliance” (salute mentale, etilismo, demenza) e, non per ultimo, l’età biologica correlata alle richieste funzionali (il grado di autonomia e funzionalità antecedente al trauma e quello che si presume il paziente possa e debba recuperare dopo il trattamento).

Prof. Giandomenico Logroscino
Ortopedia e Traumatologia

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