Gli aspetti psicologici della gravidanza

Autore: Dott. Humberto Zanetti
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Marta Buonomano

La gravidanza viene spesso identificata solo con il cambiamento fisico della donna. In realtà, essa comporta moltissimi cambi a livello psicologico non solo della donna, ma anche dell’uomo e della coppia stessa. Il Dott. Humberto Zanetti, esperto in Ginecologia e Ostetricia a Roma, ci parlerà dei risvolti psicologici di una gravidanza

La donna

La gravidanza rappresenta per la donna un vero e proprio “terremoto”, in cui vengono a sommarsi cambiamenti psicologici e fisici: vengono modificati gli aspetti relazionali con chi si condivide la propria vita, il compagno, visto anche come futuro genitore, e la donna stessa dovrà apprendere il nuovo ruolo di madre.
La gestazione viene identificata come una fase di sviluppo della donna, ma allo stesso tempo è una fonte di grande stress – basti pensare che molte donne devono scegliere fra gravidanza e carriera – e questo può portare ad una condizione di malessere psicologico. Per questo motivo, se la donna presenta sintomi di crisi, è importante non minimizzarli. Un esempio molto conosciuto di questo tipo di malessere psicologico è la depressione post-partum. Secondo molti psicologi, questo tipo di crisi è comune in tutte le donne che affrontano una gravidanza e può portare a nuovi equilibri, nuove capacità relazionali e ad una maggiore maturità. Allo stesso tempo, però, emergeranno tutti i conflitti non risolti (es. con i genitori) e questo porterà all’assunzione di nuovi comportamenti influenzati non solo dal ruolo della madre, ma anche da tutte le figure femminili presenti nel suo intorno familiare (zie, sorelle, nonne, ecc.) che in passato venivano prese come modello di riferimento. Questi cambiamenti psicologici e relazionali sono duraturi e persistenti nel tempo e durante la gestazione si manifestano con sbalzi di umore e fragilità emotiva con pianto improvviso, che riflettono la paura della gravidanza, dei cambiamenti del proprio corpo con la conseguente paura di non essere accettate dal proprio partner, ed il conflitto tra la felicità della gravidanza e la futura dipendenza dal figlio. Il messaggio che è bene trasmettere è che la gravidanza per la donna non corrisponde al “disastro psicologico”, anzi, il consiglio da dare è: abbiate pazienza con voi stesse, datevi il tempo necessario e se avvertite delle difficoltà particolari non vergognatevene e non abbiate paura di parlarne con vostro compagno e con il vostro ginecologo.

L’uomo

La paternità è sempre stata vista come un fenomeno secondario rispetto alla maternità; in realtà l’uomo non è solo un soggetto che contribuisce a fornire il materiale genetico, ma anzi vive la gestazione in modo molto simile alla donna. Gli stessi momenti di malessere psicologico, gli stessi conflitti non risolti durante l’infanzia, riemergono anche nella psicologia dell’uomo e questo può rendere critica l’esperienza dell’arrivo di un figlio. A volte è anche possibile riscontrare una sorta di invidia nei confronti della compagna che, a differenza di lui, è in grado di generare la vita. Il futuro padre può dunque manifestare una serie di disturbi tipici della cosiddetta “sindrome della covata”: aumento di peso, mal di schiena, nausea, vomito, fino a provare doglie e dolori mentre la donna è in travaglio. Gli uomini affetti da questo malessere psicologico possono inoltre identificare la genitorialità come una minaccia per la coppia. Anche in questi casi, è bene non minimizzare queste emozioni e dargli un supporto a livello familiare e personale in modo da rendere meno gravoso superare questo periodo di crescita.

La coppia

In conclusione, durante la gravidanza la coppia va incontro ad un periodo di crescita e di ripensamento, delle relazioni esistenti e del passaggio dall’amore romantico della coppia a quello che comporta l’arrivo di una nuova persona. La maggiore difficoltà che possono avvertire è quella che il matrimonio sia uno stato piuttosto che un processo di continua crescita; molte tensioni ed incomprensioni nascono infatti dal risentimento di vedere il proprio partner svolgere un ruolo diverso da quello che si sarebbe voluto. La gestazione in sé determinerà la disponibilità e le aspettative della coppia, comportando un’analisi approfondita di entrambi i soggetti che non potranno più basare la loro relazione solamente sull’affinità e gli interessi condivisi.

Dott. Humberto Zanetti
Ginecologia e Ostetricia

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