Il Fast Track: recupero rapido dopo artroprotesi totale di ginocchio e d’anca

Autore: Prof. Simone Cerciello
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Editor: Top Doctors®

Un intervento di artroprotesi al ginocchio e all’anca può essere molto invalidante per il paziente, anche per il lungo recupero post-operatorio. Il Prof. Simone Cerciello, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma ci descrive la Fast Track, un tipo di chirurgia che può cambiare il futuro degli interventi protesici

Che cosa si intende per chirurgia Fast Track?

La chirurgia protesica delle grandi articolazioni ha visto un miglioramento degli strumenti e dei design protesici negli ultimi anni. Recentemente, inoltre, si è dato maggior risalto a concetti quali la preparazione e l’informazione pre-operatoria e perioperatoria del paziente. Il presupposto di questo approccio è che il recupero veloce permette di migliorare il risultato funzionale, con una diminuzione delle complicanze per il paziente ed una riduzione dei costi socio-sanitari.  Nasce così il concetto di “Fast Track”, che prevede un percorso di informazione del paziente a cui vengono illustrate le varie tappe legate all’intervento ed al recupero funzionale. Allo stesso tempo si pone in atto un controllo del dolore multimodale che si avvale anche dell’utilizzo dei L.I.A. (Local Infiltration Analgesia) con ripresa immediata della deambulazione autonoma assistita a distanza di 2-3 ore dal ritorno in reparto. Infine si adotta un nuovo approccio di assistenza perioperatoria in grado di ridurre la maggior parte degli stimoli negativi per il paziente, quali catetere urinario e drenaggi articolari, favorendone la ripresa funzionale. Tutto questo si associa ad uno scrupoloso controllo del sanguinamento intraoperatorio in modo da azzerare praticamente l’utilizzo di trasfusioni.

In cosa consiste la fase pre-operatoria?

La fase pre-operatoria è un momento cruciale. In regime di Day Hospital il paziente viene sottoposto ad una serie di esami e di visite per definire la situazione di salute generale e per adottare le migliori modalità di cura. In tale sede viene esaminata tutta la documentazione sanitaria relativa a patologie attuali e a precedenti interventi chirurgici: viene quindi chiesto al paziente di riferire le terapie farmacologiche a cui si sottopone, se soffre di particolari allergie a farmaci e / o metalli e pregresse complicanze date dall’anestesia. È in questa fase dove le tecniche anestetiche e le possibili terapie per trattare il dolore post-operatorio verranno spiegate al paziente; in seguito, le infermiere di reparto forniranno i documenti (impegnativa del ricovero del medico di famiglia, tessera sanitaria e carta d’identità) per formalizzare il ricovero e le disposizioni per la preparazione all’intervento chirurgico (sospensione/sostituzione di terapie farmacologiche, modalità di preparazione cutanea e utilizzo di calze antiscivolo, elastici per la fisioterapia e stampelle canadesi). I vantaggi del Fast Track nella fase pre-operatoria sono la possibilità di non applicare il catetere, la limitazione del digiuno e quella della preparazione intestinale.

Il giorno dell’intervento

La mattina presto il paziente viene accompagnato in sala operatoria, dove ad attenderlo ci sarà l’equipe di anestesisti, che eseguiranno l’anestesia in base alle modalità concordate tra il paziente e l’anestesista durante il pre-ricovero (90% anestesie periferiche spinali e/o peridurali ed eventuale sedazione). Durante l’intervento si pone grande attenzione all’emostasi chirurgica in modo da ridurre al minimo le perdite ematiche e quindi il ricorso alle trasfusioni con i rischi ad esse connesse. Una volta concluso l’intervento, si monitoreranno le funzioni cardiorespiratorie del paziente, che sarà inoltre sottoposto a controllo radiografico. Al rientro in reparto, medici e infermieri valuteranno le eventuali criticità e osserveranno le funzioni motorie e sensitive degli arti inferiori. 

La fase post-operatoria

Nel pomeriggio dopo l’intervento i fisioterapisti eseguiranno gli esercizi di mobilizzazione articolare e, dopo aver valutato le condizioni del paziente, lo faranno camminare con l’impiego di opportuni ausili (deambulatore antibrachiale o canadesi), questo sarà possibile poiché i pazienti sono completamente privi di drenaggi articolari e del catetere vescicale. I primi due giorni dopo l’operazione, aumenteranno gli esercizi fino a quando il paziente riuscirà ad essere autonomo, con l’ausilio delle stampelle canadesi, nella salita e discesa di scale e nella simulazione dell’entrata e uscita dall’autovettura.
Il 3-4 giorno postoperatorio, in base alle condizioni generali (livello di emoglobina e temperatura corporea su tutti), il paziente viene dimesso a domicilio (quando concordato preventivamente) oppure trasferito in un reparto di riabilitazione. In futuro verranno effettuare radiografie e visite ortopediche di controllo concordate al momento della dimissione.

Prof. Simone Cerciello
Ortopedia e Traumatologia

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