Il russamento e le apnee del sonno

Autore: Prof. Giorgio Bandiera
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Russare mentre si dorme è un disturbo molto comune tra le persone, ma spesso sottovalutato. Il Prof. Giorgio Bandiera, esperto in Otorinolaringoiatra a Roma, ci spiega quali sono le cause e i trattamenti terapeutici per questo fastidioso fenomeno 

Perché russiamo?

Il russamento è quel rumore che si verifica mentre dormiamo a causa dalla vibrazione del palato molle. Il russare può essere un evento sporadico, ad esempio in seguito a un pasto abbondante, o può essere un problema cronico dovuto all’aumento del volume e al prolasso dei tessuti del palato molle. Se questo problema si verifica in concomitanza di altri fattori come una cattiva respirazione, obesità o un incremento del volume della lingua, possono anche verificarsi delle pause della respirazione durante il sonno, note come apnee del sonno. Apnee lunghe e frequenti possono portare l’individuo ad avere seri problemi di attenzione, dovuti al sonno poco riposante. Nei casi di apnee sporadiche, la persona avrà una sensazione di stanchezza durante tutta la giornata.

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno

Questa malattia, definita OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno), provoca un forte livello di stress in tutto il sistema cardiocircolatorio: il risultato è un incremento del 30% delle possibilità di patologie cardiache ischemiche negli uomini. Inoltre, il rischio di incidenti stradali causati da colpi di sonno è molto elevato. Nei bambini, invece, si possono presentare disturbi nell’apprendimento e dello sviluppo.
La diagnosi di questa patologia prevede uno studio radiologico del massiccio facciale a basso dosaggio di radiazioni (TC Cone Beam 3D), una polisonnografia, che registra durante il sonno diversi parametri e, se necessario, una sleep endoscopy, ossi una endoscopia delle prime vie aeree effettuata durante un sonno indotto farmacologicamente.

Come smettere di russare?

Una volta giunti ad una diagnosi non solo della patologia, ma anche della sede dell’ostruzione respiratoria notturna, si può procedere al trattamento terapeutico. Ricordiamo che il gold standard per il trattamento delle apnee notturne è la ventilazione notturna forzata (CPAP), un dispositivo che il paziente indossa durante il riposo notturno e che immette forzatamente l’aria nelle vie respiratorie all’inizio di ogni inspirazione. Tale dispositivo non è, però, ben tollerato da tutti i pazienti e potrà essere necessario un trattamento tarato in base a ciò che avranno evidenziato gli esami diagnostici. 

In alcuni casi sarà possibile utilizzare un avanzatore mandibolare, una sorta di apparecchio per i denti che disloca in avanti la mandibola e rende più ampio lo spazio della cavità orale.
In altri casi sarà necessario un trattamento chirurgico modulato sulla situazione anatomica del singolo paziente, come l’uvuloplastica, la faringoplatoplastica, la tonsillectomia e la settoplastica. Sono questi gli interventi più frequentemente utilizzati per migliorare la respirazione notturna dei pazienti. 

Prof. Giorgio Bandiera
Otorinolaringoiatria

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