Il trattamento chirurgico per la fistola anale

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

Una patologia come la fistola anale ha un solo possibile trattamento: la chirurgia. I migliori esperti in Coloproctologia ci parlano delle tecniche che permettono di realizzare un intervento poco aggressivo ed estremamente efficace.

 

Che cos’è la fistola anale?

Le fistole anali sono dei piccoli tunnel che sorgono in quella linea di pelle che separa il retto dall’ano, dove si trovano le ghiandole esocrine. In sostanza, si tratta di una infezione di queste piccole ghiandole, e può degenerare fino a diventare un ascesso.

L’unica maniera per guarire dal problema è ricorrere alla chirurgia, che ha come obiettivo eliminare la fistola e preservare tutte le funzioni dello sfintere.

 

Trattamento della fistola anale

Dato che l’unica soluzione è la chirurgia, è molto importante mettersi nelle mani di un esperto in materia. Il chirurgo deve disporre di diverse opzioni terapeutiche per impostare ogni caso in maniera diversa e personalizzata, ovviamente previo consulta con il paziente. È possibile che siano necessari degli esami radiologici complementari per decidere che tipo di trattamento chirurgico utilizzare.

Negli ultimi anni, nella chirurgia della fistola anale, si ricorre prevalentemente a procedimenti chirurgici poco aggressivi, al posto di ferite profonde e difficili da cicatrizzare. Queste tecniche diventano, con il passare del tempo, sempre più efficaci.

Molto spesso, il trattamento della fistola anale richiede più interventi. Nel primo, si colloca un tutor di gomma o seta nel tratto colpito dalle fistole. Questo tutor si introduce nella fistola, ed emerge per il buco interno ed esterno della stessa, unendosi per gli estremi una volta fuori. In questo modo, si sigilla il tragitto della fistola, si evitano nuove infezioni e lo si rende più facile da operare nella seconda chirurgia. Quest’ultima si effettuerà dopo circa tre mesi, tempo in cui il paziente può condurre una vita normale.

 

La tecnica chirurgica più adatta dipende dall’esperienza e dalla preferenza del chirurgo. L’utilizzo di sostanze biologiche per sigillare il tragitto della fistola e la dissezione chirurgica tramite una piccola incisione sono le tecniche preferite dagli specialisti, ed hanno una percentuale di efficacia pari al 75%.

 

Dopo la chirurgia della fistola anale

Purtroppo, sottomettersi ad una chirurgia della fistola anale non significa eliminare il problema per sempre. Infatti, sono recidive e possono tornare a presentarsi. Nonostante ciò, le moderne tecniche sono poco aggressive e permettono di operare con più tranquillità. Il vantaggio principale di questo tipo di chirurgia è la percentuale di efficacia: il paziente si recupererà totalmente dopo le cure, e potrà tornare ad una vita normalissima.

 

 

 

 

 

Articolo redatto con la collaborazione del Dottor Javier de Oca Burguete, Proctologo

 Redazione di Topdoctors

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