Il trattamento delle vene varicose con radiofrequenza e scleroterapia

Autore: Top Doctors®
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

 

Le vene varicose sono causate da un’insufficienza venosa dovuta alla dilatazione della vena safena interna o esterna e comporta un effetto di reflusso permanente del sangue. Il trattamento delle varici con radiofrequenza e schiuma sclerosante prevede il blocco di tale reflusso senza dover necessariamente eliminare la vena. Lo specialista in chirurgia vascolare risponde alle domande più frequenti per chiarire ogni dubbio

In cosa consiste questo trattamento delle varici con radiofrequenza e scleroterapia?

Tale trattamento delle varici consiste nell’inserire un catetere di piccole dimensioni all’interno della vena fino al punto in cui si verifica l’insufficienza venosa che spesso riguarda la giunzione safeno-femorale o safeno poplitea. In questo punto la vena viene trattata dall’interno sfruttando il calore della radiofrequenza. Al fine di evitare l’estrazione di altri rami collaterali, viene iniettata una sostanza schiumosa denominata polidocanolo; ciò permette di non lasciare cicatrici e di intervenire con risultati soddisfacenti.

 

Qual è la differenza con la tecnica tradizionale?

Questa tecnica elimina tutte le tipologie di vene varicose senza dover estrarle dal corpo, cioè la lesione controllata che viene effettuata provoca una ritrazione della vena stessa, riducendosi e, successivamente, scomparendo definitivamente.

 

Quale tipo di anestesia viene impiegata per il trattamento con radiofrequenza e scleroterapia?

Viene effettuata un’anestesia locale e il paziente potrà rimanere sveglio durante l’operazione. A volte, per volontà del paziente, viene somministrato un farmaco che permette di rilassarsi e rimanere sereni durante il trattamento.

 

Quali sono i rischi o gli effetti collaterali legati alla radiofrequenza e alla scleroterapia?

Tale trattamento relativo alla chirurgia delle varici, così come le tecniche tradizionali, prevede alcuni rischi generali come la comparsa di trombosi venosa, ovvero un coagulo nel sistema venoso. Inoltre, può verificarsi l’infiammazione della vena dovuta all’inserimento del catetere. Tuttavia, questo tipo di complicazioni si possono riscontrare in qualsiasi trattamento per l’eliminazione delle vene varicose.

 

Quali sono i risultati fin ora ottenuti?

Nel 25-30% dei pazienti si è verificata una ricomparsa delle varici. Il vantaggio di combinare una tecnica poco aggressiva come la scleroterapia con l’utilizzo di sostanze sclerosanti è proprio quello di evitare la ricomparsa di altre varici.

 

In seguito all’intervento, quando è possibile ritornare alle normali attività?

Trattandosi di una tecnica minimamente invasiva, è possibile tornare a svolgere le attività ordinarie il giorno successivo all’intervento. 

 


Articolo redatto in collaborazione con il Dr. Enrique Roche Rebollo, specialista in angiologia

 Redazione di Topdoctors

Redazione di Topdoctors
Chirurgia vascolare


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies