Immunoterapia oncologica: i progressi nel trattamento dei tumori

Autore: Dott. Maurizio Grandi
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Un recente studio oncologico mostra come la risposta immunitaria al trattamento del tumore potrebbe dipendere dai batteri presenti nell’intestino. Ce lo spiega l’esperto in Oncologia a Torino, il Dott. Maurizio Grandi

1) Tumore: la cura potrebbe dipendere da alcuni batteri intestinali

Nonostante gli enormi progressi in campo terapeutico, il cancro è ancora oggi uno dei maggiori problemi di salute pubblica nel mondo.

Molti pazienti vengono oggi trattati con l’immunoterapia, il cui scopo è togliere il 'freno' con cui il tumore blocca la risposta del sistema immunitario. Fattori ambientali e stile di vita, però, possono incidere sulla risposta immunitaria nei confronti delle cellule maligne. Inoltre, la possibilità di eliminare le cellule maligne da parte del sistema immunitario dipende anche dalla capacità di queste cellule di mimetizzarsi (immunoevasione).

 

2) Il ruolo dei batteri intestinali nell’immunoterapia

I batteri presenti nell’intestino potrebbero influenzare la risposta all’immunoterapia, ultima frontiera della terapia oncologia. Uno studio, presentato a Orlando nell’ambito dell’ASCO-SITC Clinical Immuno-Oncology Symposium 2017, ha dimostrato che la risposta alla terapia potrebbe essere influenzata dalla presenza di un determinato microbiota intestinale e dalla presenza di specie batteriche particolari.
 

Gli autori di questa ricerca hanno raccolto campioni di microbiota orale e intestinale (dalle feci) da 233 pazienti affetti da melanoma in fase avanzata. La composizione del microbiota è stata valutata con una tecnica di biologia molecolare in grado di individuare i diversi batteri presenti. È stata, inoltre, valutata la composizione e la quantità delle diverse cellule immunitarie all’interno dei campioni tumorali prelevati dai pazienti.

Lo studio ha evidenziato differenze significative tra il microbiota intestinale dei pazienti che hanno mostrato una risposta alla terapia e quello dei non responder (coloro che non ne hanno ottenuto beneficio). Anche per quanto riguarda l’infiltrato immunitario dei campioni tumorali sono emerse delle differenze.

 

3) Immunoterapia oncologica: quali sono le speranze per il futuro?

In futuro si auspica di poter modificare la composizione del microbiota intestinale per aumentare le chance di risposta all’immunoterapia. Le tecniche a disposizione sono l’impiego di pre e probiotici per potenziare la presenza di alcuni batteri nell’intestino.

Il microbiota è centro di ricerche di ogni genere in ogni campo della medicina, vista anche la sua numerosità (i batteri battono in qauntità le cellule dell’organismo con un rapporto di 10 a 1), che influenza lo stato di salute o di malattia dell’organismo. Nel solo intestino si trovano circa 100 trilioni di batteri e oltre un migliaio di specie diverse. Ogni parte del corpo presenta un microbiota con una composizione diversa e specifica. Anche la dieta e l’esposizione a determinati batteri nelle prime fasi della vita sembrano avere un ruolo importante nell’influenzare la composizione del microbiota.

Dott. Maurizio Grandi
Oncologia

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