Infarto: è possibile prevenirlo?

Autore: Prof. Luigi Marzio Biasucci
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Editor: Marta Buonomano

Ogni anno circa 160.000 persone vengono colpite da infarto: le abitudini alimentari, insieme ad uno stile di vita sano, sono fondamentali nella prevenzione di questa patologia. Il Prof. Luigi Marzio Biasucci, esperto in Cardiologia a Roma, ci parla dello stile di vita da seguire per prevenirne i fattori di rischio

 

Cos’è e come avviene un infarto?

L’infarto miocardico è la morte di cellule cardiache per ridotta o totale mancanza di sangue in una o più arterie del cuore (coronarie) dovuta ad una occlusione parziale (infarto non ST elevato) o totale (infarto ST elevato) delle stesse arterie. Negli ultimi anni la mortalità per infarto si è ridotta in modo significativo grazie alle nuove tecniche di intervento non invasivo (angioplastica), ai nuovi farmaci disponibili per mantenere le arterie in salute e per la maggiore attenzione verso i sintomi dell’infarto e la prevenzione.

 

Cause e sintomi principali dell’infarto

I classici sintomi dell’infarto sono caratterizzati da un dolore oppressivo, simile ad un bruciore, della durata di almeno 15-20 minuti, di solito localizzato al centro del petto, ma che può interessare anche la gola, la bocca, la schiena, le braccia e l’epigastrio (stomaco). Naturalmente queste sono le manifestazioni più frequenti, ma in caso di dolore “dubbio” la cosa migliore da fare è recarsi in Pronto Soccorso, dove, con controlli seriati dell’ECG e della troponina (il marcatore “gold standard” di infarto) si potrà formulare una diagnosi ed eventualmente iniziare la terapia. La causa principale di infarto è un’ostruzione totale o parziale di un’arteria del cuore dovuta alla rottura (o fissurazione) di una placca coronarica con conseguente attivazione del sistema coagulativo che, nel tentativo di riparare il danno aumenta la gravità della rottura della placca chiudendo totalmente o in gran parte il lume della coronaria colpita.

 

Prevenire un infarto: dieta sana ed attività fisica

Naturalmente la rottura della placca ha delle cause specifiche che devono essere combattute, tenendo presente che ogni infarto ha la sua storia ed i suoi perché. Ritenuta inizialmente solo il risultato di una “incrostazione” di grasso, la placca coronarica è invece una vera e propria struttura anatomica, già presente in età infantile (per cui attenzione alla dieta fin da piccoli), con placche di piccole dimensioni ma evidenti anche in giovanissima età e che procede nel tempo sotto la spinta di fenomeni infiammatori, come dimostrato dal mio Team con il Prof. Maseri nel 1994 (pubblicato su New England Journal of Medicine) e confermato nel tempo da moltissimi altri studi.

 

Prevenire un infarto: imparare a gestire lo stress

Questa patogenesi spiega anche la necessità di una prevenzione dell’infarto prestando attenzione allo stile di vita: attività fisica, riduzione del peso (il grasso ed il diabete sono tra i principali responsabili di infiammazione), riduzione dello stress, astensione dal fumo (anche essi proinfiammatori) e riduzione dei livelli colesterolo LDL, al momento considerati come i più pericolosi nemici delle coronarie. Alla luce di numerosi studi clinici su popolazioni ad alto rischio appare evidente che, seppure l’infarto abbia una forte componente genetica contro la quale al momento abbiamo poche armi (prevalentemente statine per abbassare i livelli di colesterolo) una prevenzione fatta di attività fisica, dieta, astensione dal fumo, riduzione dello stress “negativo” (esempio: vorrei fare una cosa ma non ci riesco, tutto mi va male ecc.) ed eventualmente farmaci, può ridurre a meno della metà il rischio di infarto.

 

Prof. Luigi Marzio Biasucci
Cardiologia

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