Insufficienza venosa cronica: le terapie disponibili

Autore: Dott. Andrea Casini
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Le terapie disponibili per trattare le vene varicose sono diverse. Il Dott. Andrea Casini, esperto in Chirurgia Vascolare a Milano, ci spiega quali sono i trattamenti più comuni.

Insufficienza venosa: la diagnosi

In caso di vene varicose, il primo passo è quello di effettuare una visita angiologica, in modo che lo specialista possa verificare l’estensione e la gravità del problema.

L’esame fondamentale per la diagnosi è l’Ecocolordoppler venoso, un’ecografia delle vene in cui vengono analizzati diversi elementi: l’elasticità e la misura delle vene, l’efficienza delle valvole, la presenza di reflussi e coaguli di sangue.

Si tratta di un esame non invasivo necessario per individuare il trattamento più adeguato.

Insufficienza venosa: i trattamenti disponibili

Scleroterapia: è adatta quando l’insufficienza è localizzata e interessa i capillari (teleangectasie). Il trattamento consiste nell’iniezione all’interno dei vasi di sostanze che ne infiammano la parete, causandone la chiusura e la scomparsa nel giro di poche settimana.

Varicectomia: adatta per il trattamento delle varici alle gambe e di vene comunicanti incontinenti. Le vene malate vengono asportate con l’ausilio di particolari uncini, che passano attraverso delle piccole incisioni. Dopo l’intervento, è necessario un periodo di riposo di una settimana circa.

Stripping: adatta quando la vena malata è la safena, la grande vena che scorre per tutta la gamba. L’intervento inizia praticando un’incisione a livello della piega inguinale o dietro il ginocchio, in base alla parte di vaso interessata. La vena viene poi legata e asportata. È un intervento che richiede almeno 15 giorni di riposo e che prevede l’indossare una calza elastica per il primo mese.

Esistono anche altre tecniche alternative, come il laser, la radiofrequenza e la scleroembolizzazione. Queste, però, possono essere applicate solo su pazienti selezionati.

Con i trattamenti descritti, si può migliorare la circolazione degli arti inferiori, ma la malattia non viene curata in modo definitivo. L’insufficienza venosa, infatti, è cronica e potrebbe ripresentarsi in futuro a livello di vene che, precedentemente, erano sane.

Dott. Andrea Casini
Chirurgia vascolare

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