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Ipertensione e prevenzione

Autore: Dott. Massimo Pepe
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’ipertensione è una patologia che aumenta in maniera incontrollata la pressione arteriosa, ovvero la pressione del sangue pompato dal cuore. Solitamente ne soffrono maggiormente le persone anziane e quelle in sovrappeso, ma può colpire anche i bambini. Esistono infatti dei casi in cui l’aumento dei valori (minimi e massimi) della pressione arteriosa si verifica fin dalla tenera età. Il Dott. Massimo Pepe, esperto in Cardiologia a Roma, ci aiuta a capire meglio

L’importanza della prevenzione

È possibile che l’ipertensione non si manifesti attraverso i suoi sintomi più comuni come vomito, nausea, ronzii alle orecchie o vertigini e che rimanga asintomatica per un lungo periodo. Per umo di mezza età che fumaquesto motivo, è molto importante tenere sotto controllo alcuni valori fin dalla preadolescenza: la pressione arteriosa è facilmente misurabile con lo sfigmomanometro, lo strumento che si avvolge intorno al braccio e con cui con si ascolta il rumore del sangue che scorre nelle arterie con l’ausilio del fonendoscopio. Inoltre, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: fin dalla tenera età è importante adottare una alimentazione equilibrata e avviare i bambini verso un percorso di attività sportiva.

Incidenza in Italia

In Italia l’ipertensione colpisce circa il 37% degli uomini (22% a rischio) e il 29% delle donne (16% a rischio). Il rischio è relativo ad ipertensione di II-III grado unito a fattori di rischio cardiovascolare come il fumo, la dislipidemia e l’età.

Nella maggior parte dei casi, l’ipertensione arteriosa è causata da stile di vita scorretto. Il medico consiglia sempre di cercare di mantenere la pressione arteriosa a livelli normali fin da giovani, seguendo alcune norme comportamentali che implicano dei cambiamenti nelle abitudini quotidiane dei pazienti, dopo aver conosciuto in modo approfondito:

  • La storia del proprio assistito
  • La composizione della sua famiglia
  • I ritmi di lavoro
  • Le preferenze alimentari

Grazie all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) abbiamo a disposizione delle indicazioni relative al trattamento dell’ipertensione arteriosa, alcune delle quali le riporto di seguito:

  • Tenere sotto controllo il peso corporeo;
  • Limitare il consumo di alcol;
  • Evitare il fumo;
  • Limitare le condizioni di stress;
  • Diminuire l’apporto di sale e l’assunzione di alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati);
  • Ridurre il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
  • Non abusare di liquirizia;
  • Seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (presente in cereali, frutta, verdura e agrumi);
  • Svolgere regolarmente e costantemente attività fisica.

Cause, rischi e complicanze

Le principali cause che generano insorgenza di ipertensione arteriosa sono rappresentate da fattori genetici ereditari e di fattori ambientali:

  • Stress
  • Eccessivo consumo di sale
  • Obesità

Per questa ragione, al fine di prevenire l’ipertensione sarebbe opportuno individuare da una parte gli individui geneticamente predisposti, e dall’altra, correggere i fattori ambientali. Ad oggi, sono state già identificate alcune forme di ipertensione arteriosa su base genetica, ma la loro prevalenza è bassissima nella popolazione e non giustifica uno screening genetico esteso.

Se non diagnosticata in tempo, quali sono le complicanze e i rischi che possono insorgere?

La relazione continua tra valori di pressione arteriosa (PA) ed eventi cardio vascolari (CV) e renali e la mortalità rende in un certo modo arbitraria la distinzione tra normotensione e ipertensione.

Le linee guida 2018 pongono come limite accettabile di PA max <140 e minima < 90.Ragazza a lavoro stressata

Vengono riconosciuti vari gradi di ipertensione che vanno da normale (120-129) normale-alta 130-139) ipertensione I grado (140-159), ipertensione II grado (160-179) e ipertensione III grado (>180).

L'ipertensione si combina spesso con altri fattori di rischio cardiovascolare, quali dislipidemia e intolleranza al glucosio, fumo, obesità ed età che hanno un effetto moltiplicatore sul rischio CV. La quantificazione di questo rischio costituisce parte rilevante del processo di stratificazione del rischio nei pazienti ipertesi allo scopo di definire se siano indicati trattamenti aggiuntivi come le statine o antiaggreganti al fine di ridurre ulteriormente il rischio CV.

Il rischio CV correla in maniera proporzionale ai valori di pressione e alla co-presenza di ulteriori fattori di rischio. Se non viene trattata in maniera adeguata l'ipertensione comporta un aumentato rischio di morte-ictus ed infarto.

In che casi l’ipertensione colpisce i bambini?

Soprattutto in età preadolescenziale, i bambini in condizione di sovrappeso o che praticano scarsa attività fisica possono iniziare a manifestare alcuni sintomi di ipertensione. Generalmente, tuttavia, questa tipologia di ipertensione è classificata come tipo secondario, ma deriva da una patologia di origine cardiaca, ormonale o renale.

Dott. Massimo Pepe
Cardiologia

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