Ipertrofia Prostatica Benigna: come risolverla con il laser

Autore: Prof. Novello Pinzi
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Editor: Jennifer Verta

L’Ipertrofia Prostatica Benigna si presenta al principio con un dolore inteso al basso ventre e sempre più frequenti disturbi durante la minzione. Ce ne parla il Prof. Novello Pinzi, esperto in Urologia a Lucca

Quali conseguenze porta l’Ipertrofia Prostatica Benigna?

L’Ipertrofia Prostatica Benigna è una patologia a carico della prostata per la quale l’organo si ingrandisce tanto da schiacciare l’uretra ed impedire la normale espulsione delle urine. A causa della patologia, lo stimolo della minzione diventa frequente, ma la vescica non si libera mai del tutto, favorendo l’insorgenza di un ristagno che spesso degenera in infezioni.  Inoltre, queste ultime, sovente non danno alcun segno perciò faticano ad essere riconosciute. Fondamentale è infatti intervenire quanto prima per eliminare l’ingrossamento della prostata al fine di evitare il rilassamento dei muscoli della vescica, fenomeno questo che comporta l’impossibilità di contrazione e dunque lo svuotamento della vescica. Una diagnosi e trattamento precoce permettono inoltre un recupero post-operatorio più rapido dolo l’intervento.

Come si presenta la malattia?

L’origine dell’Ipertrofia Prostatica Benigna è dettata principalmente da un aumento dell’enzima 5 Alfa Reduttasi che in alcuni soggetti si innalza con l’età. La sintomatologia con cui si presenta la malattia può iniziare con un episodio doloroso a carico del basso ventre ed impossibilità di urinare. L’unica soluzione in questa evenienza sarà l’impiego di un catetere alla vescia. Tuttavia, la patologia si sviluppa più spesso gradualmente: in principio si presentano perdite di urina in seguito alla minzione, poi iniziano i disturbi durante la minzione stessa, che diventa man mano più frequente e con un getto ridotto, impedendo al soggetto un risposo notturno ristorativo e le normali attività quotidiane.

Esistono fattori di rischio?

I soggetti più a rischio di sviluppare la patologia hanno familiarità con la stessa, sono affetti da diabete o hanno una vita particolarmente sedentaria. Chi è sottoposto a determinate terapie farmacologiche potrebbe essere ugualmente più predisposto alla malattia. Per potere bloccare precocemente lo sviluppo della malattia sono dunque fondamentali test annuali alla prostata con controllo dei livelli dell’enzima PSA a partire dai 50 anni.

Quali sono i trattamento per l’Ipertrofia Prostatica?

Il Greenlight, anche noto come laser verde, è la tecnica più innovativa per risolvere l’ostruzione della prostata in maniera non invasiva, ovvero senza intervento chiurgico. Il laser impiega onde ad alta potenza che permettono di vaporizzare il tessuto della prostata malato in maniera precisa senza conseguenze per le aree circostanti e ricreando le condizioni per una normale minzione.

Si tratta di un’operazione possibile anche per soggetti in cura per patologie cardiovascolari poiché grazie al laser è possibile intervenire sull’area interessata senza provocare emorragie che potrebbero essere fatali per i pazienti affetti da patologie al cuore che assumo farmaci antiaggreganti.

Cosa distingue il Laser Greenlight dalle tecniche tradizionali?

Il trattamento con laser è particolarmente vantaggioso per il paziente perché permette di non toccare le aree circostanti alla problematica, evitando in questa maniera conseguenze sull’attività sessuale del soggetto. Il post-operatorio risulta inoltre più rapido e leggero poiché il catetere deve essere utilizzato per un massimo di una giornata, contro i tre giorni della tecnica tradizionale ed il ritorno alla vita quotidiana avviene in qualche giorno.

Prof. Novello Pinzi
Urologia

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