L’ecografia e nuove tecniche in epatologia

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’ecografia si basa sul principio fisico degli ultrasuoni. Attraverso le onde sonore che attraversano diversi tessuti si riproduce, in scala di grigi, un’immagine sui pixels del monitor dell’ecografo. Permette di esplorare tessuti superficiali e profondi come gli organi addominali. Ne parla il Dott. Giovanni Galati, esperto in Medicina Interna a Roma

Ci sono dei limiti o è fattibile per tutti?

È un esame non invasivo, sicuro, a basso/assente rischio biologico (pensiamo al fatto che gli ultrasuoni vengono utilizzati sui feti),Medico e paziente ripetibile e rapido nella diagnosi. Occorre certamente essere a digiuno da almeno 6-8 ore, limitare assunzione di fibre e verdure nei giorni precedenti per ridurre gas intestinali. Vi sono casi, seppur rari, di esami non diagnostici in pazienti che per conformazione (gas, adipe) presentano notevoli limitazioni nella visualizzazione degli organi.

Quali sono i segni di malattia del fegato in un’ecografia epatica?

L’ecografia epatica, in mani esperte, svela segni di epatopatia cronica. In particolare il fegato, allorché subentri un danno cronico che porti a sviluppare tessuto cicatriziale (fibrosi), presenta irregolarità della superficie, aumento del volume della parte sinistra (cosiddetta ipertrofia del lobo sinistro) ed una relativa riduzione di volume del lobo destro. Questi sono segni altamente specifici di epatopatia, soprattutto avanzata. Allorché si instauri un quadro di cirrosi, avremo anche altri segni come l’aumento di volume della milza, lo sviluppo di vasi anomali/collaterali, a volte evidenti anche sulla cute del paziente.

Nel momento in cui si trovi qualche focalità sospetta, qual è il miglior percorso da seguire?

Se l’ecografia da sola non riesce a definire con certezza la natura di un nodulo epatico occorrerà eseguire un esame di secondo livello come la TAC o la risonanza con mezzo di contrasto. Solitamente cisti ed angiomi non necessitano di altri approfondimenti.

Con che frequenza è consigliabile l’ecografia addominale in caso di epatopatia?

In caso di epatopatia cronica certamente almeno annuale. Ma in caso di diagnosi conclamata di cirrosi epatica l’ecografia dovrà essere eseguita ogni sei mesi.

Quali sono le più recenti tecnologie applicate all’ecografia?

Sicuramente l’utilizzo dell’elastosonografia (la Point Shear Waves) che sfrutta gli ultrasuoni focalizzati durante un normale esame ecografico per quantificare la stiffness (rigidità) degli organi, e la tecnica “fusion”, un vero e proprio navigatore che fonde immagini ecografiche con immagini di TAC e Risonanza, individuando aree non visibili ad un normale esame ecografico.

Dott. Giovanni Galati
Medicina interna

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