L’epatite: “Riconoscila. Affrontala.”

Autore: Prof. Luca Valenti
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Editor: Top Doctors®

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 325 milioni le persone affette da epatite B o C nel mondo, e il numero di decessi a causa della patologia è in continuo aumento. Il Dott. Luca Valenti, medico internista esperto in Epatologia a Milano, ci spiega cos’è l’epatite e come si può prevenire

 

 

Che cos’è l’epatite cronica?

L’epatite cronica è generalmente causata da un’infezione da virus B e C dell’epatite (vedi tabella). Pur avendo caratteristiche diverse, entrambi questi patogeni riescono infatti frequentemente ad evadere le nostre risposte immunitarie, determinando infiammazione cronica a livello del fegato, che negli anni può portare a gravi complicazioni. Importanti cause di epatite sono anche quelle “tossico/metaboliche” determinate da abuso di alcool ed obesità, che possono peggiorare gli effetti delle infezioni virali.

 

Le epatiti virali

  • Epatite A (RNA virus): trasmissione oro-fecale^; decorso acuto; possibili complicanze epatite fulminante; prevenzione / trattamento# vaccino.
  • Epatite B (DNA virus): trasmissione parenterale*; decorso acuto/cronico; possibili complicanze cirrosi, tumore epatico, epatite fulminante; prevenzione / trattamento# vaccino, terapia antivirale.
  • Epatite C (RNA virus): trasmissione parenterale*; decorso cronico/raramente acuto; possibili complicanze cirrosi, tumore epatico; prevenzione / trattamento# terapia antivirale;
  • Epatite D (sovra-infetta chi ha epatite B; Viroide): trasmissione parenterale*; decorso acuto/cronico; possibili complicanze cirrosi, tumore epatico, epatite fulminante.
  • Epatite E (RNA virus): trasmissione oro-fecale^; decorso acuto/raramente cronico negli immunodepressi; possibili complicanze epatite fulminante; prevenzione / trattamento# vaccino in via di sviluppo, antivirali.

^ Attraverso cibi contaminati

* Attraverso sangue e prodotti ematici, scambio di siringhe infette, rapporti sessuali non protetti.

# Quando indicato, il trapianto di fegato può essere utilizzato nel trattamento dell’epatite indipendentemente dalla causa.

 

L’epatite: un killer silenzioso  

Molti pazienti con epatite non sanno di essere affetti dalla patologia. Questo perché spesso non presentano alcun sintomo e la malattia rimane latente fino a quando non si sviluppa un disturbo a livello del fegato. Le possibili conseguenze sono rappresentate dalla cirrosi e dal tumore primitivo del fegato (epatocarcinoma), che si possono complicare con lo sviluppo di scompenso epatico, cioè ittero (sviluppo di colorazione giallo di cute mucose ed occhi), ritenzione idrosalina a livello dell’addome (ascite), disfunzione renale, sanguinamenti (in particolare a livello dello stomaco e dell’esofago). L’efficacia delle terapie è, però, massima quando l’epatite viene diagnosticata in fase precoce.

Più raramente le epatiti possono anche dare anche problemi immunologici con esantemi cutanei, dolori articolari e malattia renale, o favorire lo sviluppo di malattie del sangue (linfomi).

 

Come si trasmette l’epatite?

Il virus dell’epatite B e C si trova nei fluidi corporei, come sangue e sperma. Le persone maggiormente a rischio sono, quindi, coloro che hanno condiviso siringhe monouso, chi ha subito trasfusioni o trapianti d’organo prima degli anni ‘90, chi è nato da madre infetta, chi ha abitualmente rapporti sessuali non protetti o ha un partner infetto, chi si è fatto tatuaggi o piercing con aghi non sterili. Il personale medico o paramedico esposto a ferite accidentali con aghi o a sangue infetto è anche a rischio, ma è regolarmente sottoposto a screening. A rischio elevato sono, inoltre, gli immigrati provenienti da aree del mondo dove queste infezioni sono molto frequenti (es. Africa, Asia).

La convivenza con persone infette non è, invece, per niente rischiosa, purché non si faccia uso comune di rasoi, spazzolini, forbici che possano essere contaminati con sangue di persone infette.

 

Prevenire l’epatite

La fascia d’età più colpita da nuove infezioni di epatite è quella fra i 35 e i 54 anni; le infezioni nella popolazione con meno di 25 anni hanno subito una drastica diminuzione. La causa è l’introduzione dei vaccini antiepatite B per i bambini, che sono obbligatori dal 1991: esistono e sono ampiamente disponibili efficaci vaccini in grado di prevenire epatite A ed epatite B. Purtroppo, non esistono ancora vaccini in grado di proteggere da epatite C. Il modo più efficace di prevenirla è quello di evitare comportamenti a rischio.

I principali esami per diagnosticare l’epatite virale sono i cosiddetti antigeni ed anticorpi contro epatite B ed epatite C (in particolare “HBsAq” ed “anticorpi anti-HCV”), seguiti da conferma dell’attività dell’infezione mediante quantificazione della replicazione virale (HBV-DNA ed HCV-RNA circolante).

 

Come trattare l’epatite

Fortunatamente esistono oggi efficaci terapie in grado di controllare l’infezione da epatite B con minimi o nulli effetti collaterali in tutti coloro che vengono trattati, prevenendo le complicazioni di malattia. Da pochissimo, l’epatite C è diventata sostanzialmente curabile nella grande maggioranza dei casi (più del 95%) con brevi terapie (generalmente 12 settimane), anch’esse prive di significativi effetti collaterali. Diventa ancora più importante, per prevenire le complicazioni, ricercare le epatiti virali se si hanno fattori di rischio, soprattutto in caso di alterazioni degli esami del fegato (le cosiddette “transaminasi”: AST ed ALT) e consultare un epatologo se infetti!

 

Editor Karin Mosca

Prof. Luca Valenti
Medicina interna

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