L'intervento di chirurgia per il tumore al seno

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Al giorno d'oggi i professionisti trattano il tumore al seno con tecniche innovative che possono essere sia chirurgiche che ormonali. Il nostro esperto in Oncologia di Top Doctors ci spiega i principali tipi di trattamenti ormonali e in quali casi ricorrere alla chirurgia

In base a quali criteri si sceglie il trattamento da effettuare per il cancro al seno?

Il trattamento per il tumore al seno viene scelto in base a delle linee guida prestabilite nei protocolli elaborati con il fine di effettuare trattamenti di ottima qualità ed adeguati per ogni situazione durante lo sviluppo della malattia.

 

Che tipi di trattamenti esistono?

Esiste il trattamento locale che consiste nell’utilizzo di chirurgia o radioterapia ed è utile per trattare una zona precisa, colpita da un tumore specifico. Esiste anche il trattamento sistemico che si basa sulla somministrazione di determinati farmaci come nella chemioterapia, nei trattamenti ormonali o in quelli immunologici e si divide in vari tipi:
•    Il trattamento neoadiuvante, il cui scopo è ridurre la dimensione del tumore per renderlo più accessibile alla chirurgia,
•    Il trattamento adiuvante, che viene eseguito in seguito alla chirurgia col fine di evitare la riapparizione del tumore
•    Il trattamento sistemico della malattia, quando ormai questa si è estesa e ha raggiunto la fase di metastasi.

 

In che casi si deve ricorrere alla chirurgia e in cosa consiste l’intervento chirurgico?

In generale la chirurgia deve essere sempre effettuata con finalità curativa salvo nei casi in cui il processo si presenti già in forma di cancro al seno con metastasi. Al giorno d’oggi si cerca sempre di ridurre la dimensione del tumore eseguendo una chirurgia detta conservatrice. Si effettua la chemioterapia prima della chirurgia in modo che il tumore diventi più piccolo per poi eseguire la chirurgia conservatrice che ci permette di conservare il seno naturale. Si tende sempre di più ad evitare le grandi masectomie ed i grandi interventi relazionati a questo tipo di tumore. Si evitano anche i grandi svuotamenti linfonodali che venivano eseguiti tempo fa e si realizzano interventi cercando il cosiddetto linfonodo sentinella che ci permette, attraverso l’iniezione di una sostanza nel tumore primario, di conoscere quali linfonodi sono stati colpiti in modo da rimuovere solamente quelli. In seguito, si analizzano in laboratorio e in modo da sapere se vi è un’invasione o no, quindi la chirurgia può essere limitata e pertanto molto meno spiacevole per la paziente.

 

 Redazione di Topdoctors

Redazione di Topdoctors
Oncologia


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies