L'ipertensione arteriosa si può evitare

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 11/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il cuore pompa il sangue ad una determinata pressione, in modo che possa arrivare, attraverso le arterie, a tutte le parti del nostro corpo. Quando questa pressione è eccessiva, si parla di ipertensione arteriosa. Gli esperti in Cardiologia ci spiegano di cosa si tratta e come prevenirla.

 

 

Cos’è l’ipertensione arteriosa?

 

L’aumento della pressione danneggia le pareti delle arterie e obbliga il cuore ad un lavoro eccessivo e inutile. Come conseguenza, le arterie si deteriorano, si induriscono, si restringono e possono addirittura arrivare a chiudersi del tutto. In questo caso, il trasporto del sangue a organi come cervello, cuore e reni viene seriamente compromesso.

 

Il cuore si logora per l’eccessivo sforzo e per il deterioramento delle arterie che lo nutrono, ossia le coronarie. Sorgono, quindi, complicazioni come l’angina pectoris (dolore al petto), l’infarto del miocardio, l’insufficienza cardiaca, l’aritmia, l’ictus, l’insufficienza renale o la mancanza di irrigazione sanguigna nelle gambe.

 

Quali sono i fattori di rischio?

 

  • Tabagismo e consumo di alcol;
  • Colesterolo elevato;
  • Diabete;
  • Obesità;
  • Stile di vita sedentario.

 

Nel 5-10% dei pazienti l’ipertensione arteriosa è conseguenza di un’altra malattia (di solito di patologie endocrinologiche o renali): in questi casi si parla di tensione arteriosa secondaria. Quando invece non vi è una causa evidente, si parla di ipertensione arteriosa essenziale.

 

Come viene diagnosticata?

 

Solitamente l’ipertensione arteriosa viene diagnosticata in modo casuale, durante l’eseguimento di esami per altre patologie, in quanto molti pazienti non soffrono sintomi. In altri casi, mal di testa, sangue dal naso o emorragie possono essere dei campanelli d’allarme.

 

A lungo andare, l’ipertensione arteriosa porta delle complicazioni: difficoltà a respirare, dolori al petto, palpitazioni, ictus, dolore ai polpacci quando si cammina, etc.

 

Tutte le persone che hanno familiari affetti da ipertensione, che soffrono di patologie cardiache o cerebrali devono controllare la loro pressione periodicamente (almeno ogni 4-5 anni dopo i 40 anni di età e ogni anno dopo i 60 anni di età). Un controllo periodico è consigliato anche a fumatori, persone in sovrappeso o che hanno il colesterolo alto.

 

 

Trattamento

In tutti i casi la miglior soluzione è cambiare il proprio stile di vita. Smettere di fumare, fare esercizio regolarmente, migliorare la propria dieta (aumentando il consumo di legumi, frutta, verdure, pesce, carni bianche, olio d’oliva…), cercando di perdere peso e circonferenza del girovita.

 

È comunque possibile tenere sotto controllo l’ipertensione con farmaci antipertensivi, che riducono la pressione arteriosa. Naturalmente, il medico prescriverà quale farmaco e in quali dosi deve essere assunto in base ad ogni caso.  

 

L’ipertensione arteriosa è una minaccia per la propria salute, ma è facile da diagnosticare e da controllare. È comunque una malattia cronica, che richiede un trattamento prolungato. Chiedere il parere di un Cardiologo può aiutare a prevenire patologie più gravi.

 

In collaborazione con il Dott. José María Cruz Fernández

 Redazione di Topdoctors

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Cardiologia


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