L’ossigeno-ozonoterapia per combattere i dolori alla colonna vertebrale!

Autore: Dott. Marco La Grua
Pubblicato:
Editor: Antonio Mazzaglia

L’ossigeno-ozonoterapia è un trattamento che prevede la somministrazione di una miscela di ossigeno-ozono dalle proprietà antidolorifiche ed antinfiammatorie. Il Dott. Marco La Grua, esperto in Terapia del dolore a Pistoia, ci spiega nel dettaglio

Cos’è l’ossigeno-ozonoterapia? 

L’ozono è un gas naturale dalle notevoli proprietà antidolorifiche ed antinfiammatorie la cui quasi totale assenza di controindicazioni cliniche, e i rischi ridotti, permettono il trattamento in molte delle patologie dolorose lombari. Il trattamento con ozono è particolarmente utile nel curare piccole e medie ernie discali, per il dolore dovuto al “mal di schiena” post-operatorio, e nelle flogosi radicolari (o “sciatica” acuta). Quello che colloquialmente viene definita come Terapia con Ozono in realtà consiste nella somministrazione di una miscela di gas Ossigeno ed Ozono, nelle percentuali approssimative del 95% e 5%, che viene prodotta in modo estemporaneo da un apposito macchinario prima di essere iniettato, questo perché la molecola dell’Ozono è estremamente instabile e reattiva e si degrada in poco tempo.

Quali sono le vie di somministrazione?

Per quanto riguarda l’utilizzo specifico nel campo del trattamento del dolore lombare, sciatica e mal di schiena le vie di somministrazione dell’ozono attualmente utilizzate sono:

  • Via paravertebrale
  • Via intradiscale (TAC o RX-guidata)
  • Via perinervosa (TAC, RX o eco-guidata)

La via Paravertebrale è, per la sua semplicità e minore invasività, quella attualmente più utilizzata ed è stata proposta da Verga che notò una riduzione del dolore dopo aver infiltrato con ossigeno-ozono alcuni trigger points in aree mialgiche nei muscoli paravertebrali, in corrispondenza del metamero del disco erniato. È tecnicamente molto semplice ed è molto utilizzata in Italia, Germania, Spagna, Cuba, Canada e Cina. Consiste nella somministrazione per via iniettiva intramuscolare (da una a svariate) di 5-10 ml di O2/O3 per punto (almeno 3 per lato di solito). Viene definita come «agopuntura chimica» perché sia il gas che la puntura possono avere un ruolo nel provocare una serie di reazioni chimiche e nervose che portano alla scomparsa del dolore nel 70-80% dei casi dei pazienti con dolore spinale. Solitamente un ciclo di trattamento con Ozono per via paravertebrale prevede non meno di dieci sedute eseguite con cadenza bisettimanale. La somministrazione intradiscale (la cosìdetta “discolisi con ozono”) consiste nella iniezione diretta di una piccola quantità di ossigeno-ozono all’interno del disco intervertebrale erniato con lo scopo di provocare una degenerazione delle cellule e della matrice del tessuto connettivo-cellulare del nucleo polposo del disco, e in una loro trasformazione fibrosa che esita in una riduzione di volume dell’ernia stessa. Questa tecnica deve essere eseguita in un ambiente attrezzato (sala operatoria o radiologica) e deve essere guidata con l’utilizzo di TAC o Radiografia. È una applicazione singola e non può essere eseguita in ambulatorio. Infine, la tecnica più recente è la somministrazione della miscela di ossigeno-ozono in prossimità del nervo infiammato. Ciò avvenire sia a livello del forame vertebrale (il punto in cui il nervo esce dalla colonna vertebrale), o nello spazio epidurale lombare.

Quali sono i vantaggi rispetto alla tecnica paravertebrale? 

Anche queste tecniche richiedono l’utilizzo di TAC o Radiografia convenzionale ma l’utilizzo della guida ecografica permette di eseguire facilmente questo tipo di trattamento anche ambulatorialmente. Rispetto alla tecnica paravertebrale, i vantaggi di questa modalità sono facilmente intuibili: l’ozono viene depositato direttamente in prossimità delle zone interessate.

Può dirci qualcosa in merito alle quantità da somministrare?

La quantità somministrata è di gran lunga inferiore rispetto ad una applicazione paravertebrale (3-5 ml rispetto ai 30-60 ml), prevede un numero ridotto di sedute necessarie (affinché si noti un miglioramento clinico): 3 sedute totali distanziate di 2-4 settimane l’una dall’altra. È superfluo specificare che sia la somministrazione intradiscale che la perinervosa ecoguidata devono essere svolte da medici specialisti e con la dovuta esperienza.

Per quali altri utilizzi può essere impiegata l’ossigeno-ozonoterapia? 

Non vi sono studi scientifici adeguati che attestano l’efficacia dell’ossigeno-ozono anche in altri utilizzi. Laddove esistono, le indicazioni da seguire variano comunque di caso in caso (per via endovenosa ed endorettale). In termini antinfiammatori però, sotto il dovuto controllo ecografico, l’ossigeno-ozonoterapia può essere eseguita anche nelle articolazioni (spalla, o ginocchio, ad esempio).

Dott. Marco La Grua
Terapia del dolore

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