Laparoscopia avanzata: salto di qualità per la chirurgia | Top Doctors

La chirurgia laparoscopica avanzata

Autore: Dott. Livio Paganelli
Pubblicato: | Aggiornato: 07/08/2018
Editor: Top Doctors®

La chirurgia laparoscopica avanzata presenta numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia aperta, tra cui minor dolore dopo l’operazione e una ripresa più rapida. In alcuni casi, questo tipo di chirurgia è ormai più usato rispetto a quella tradizionale. Ne parla il Dott. Livio Paganelli, esperto in Chirurgia generale a Roma

Che cos’è la chirurgia laparoscopica avanzata?

La chirurgia laparoscopica (chirurgia dei “buchetti” o chirurgia “senza cicatrici”, come viene spesso chiamata) rappresenta un vero salto di qualità nella terapia di molte malattie. Nata circa 30 anni fa, si è evoluta nel tempo e ha fatto passi da gigante grazie alla moderna tecnologia e alla sofisticata elettronica che l’hanno resa possibile.

In campo chirurgico addominale ormai sono poche le procedure che non si possono eseguire in laparoscopia. Alcune addirittura sono più sicure, e spesso più facili, in laparoscopia rispetto alla chirurgia aperta.  La colecistectomia, per esempio, ormai viene eseguita esclusivamente per via laparoscopica in tutti i centri.

Non è così però per alcune patologie (come ad esempio le neoplasie del colon e del retto), dove solo in pochi reparti è una pratica di routine. In Italia sono pochi i centri che fanno laparoscopia del colon in oltre il 50% dei casi.

In quali casi è più indicata?

La colecistectomia, le cisti ovariche, le ernie inguinali, l’appendicectomia ormai fanno parte della “Chirurgia laparoscopica minore”.

Per laparoscopia “avanzata” si intende invece quella parte della chirurgia addominale che richiede una preparazione chirurgica particolare e una “curva di apprendimento” molto lunga.  Mi riferisco alla chirurgia del surrene, del reflusso esofageo, dei laparoceli complessi, fino alle malattie del colon e del retto (compreso il retto basso).

Quali sono i suoi vantaggi?

Evitare l’apertura della cavità addominale si traduce in un minor dolore postoperatorio, un più veloce recupero delle funzioni e dei movimenti, un più precoce ritorno alle normali attività, una minore incidenza di sgradite sequele della chirurgia (come per esempio le infezioni e le ernie su cicatrice).

La laparoscopia, grazie alla visione ingrandita e ravvicinata, permette una maggiore precisione dell’atto chirurgico, con minore incidenza di emorragie e minor necessità di emotrasfusioni. Non ultimo, è da tenere in conto il vantaggio estetico.

Quando è controindicata?

La laparoscopia condivide le stesse indicazioni e controindicazioni della chirurgia tradizionale. Solo in pochi casi si preferisce la tecnica aperta, soprattutto quando l’anestesista prevede che il paziente non possa sopportare il pneumoperitoneo per motivi di grave compromissione cardiocircolatoria.

Raramente può succedere che, durante un intervento, nasca una controindicazione alla prosecuzione laparoscopica della procedura. In quel caso si può “convertire” l’intervento nella tecnica tradizionale senza particolari difficoltà. Il paziente viene messo al corrente di questa possibilità già nel colloquio informativo preoperatorio.

Come avviene un intervento di Chirurgia laparoscopica avanzata?

I tempi operatori sono scesi con l’aumentare dell’esperienza dei chirurghi e oggi non superano i tempi della chirurgia aperta, risultando addirittura inferiori in tutte quelle procedure cosiddette “scomode” per il chirurgo (ad esempio iato esofageo, surrene o retto basso).

L’anestesia deve essere per forza “generale” per avere il rilasciamento muscolare completo. La cavità addominale viene gonfiata con anidride carbonica, per creare la cosiddetta “camera di lavoro” o pneumoperitoneo. La pressione della CO2 viene mantenuta e costantemente monitorata da uno speciale apparecchio detto insufflatore.

Gli strumenti chirurgici e la telecamera (HD, 4K o 3D) vengono introdotti attraverso piccoli fori di 3, 5 o 10mm, disposti in modo diverso per ogni procedura. Il letto operatorio viene inclinato per sfruttare la forza di gravità nell’esposizione degli organi interessati. Il chirurgo lavora guardando il monitor.

Le procedure chirurgiche e la sequenza delle manovre chirurgiche, in realtà, non differiscono molto dalle analoghe procedure “aperte” ormai collaudate e convalidate negli anni. Grazie alla sofisticata tecnologia degli strumenti attuali, viene soprattutto evitato l’inutile danneggiamento della parete addominale.

Dott. Livio Paganelli
Chirurgia generale

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