La chirurgia urologica corregge le ostruzioni delle vie urinarie

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 07/11/2018
Editor: Top Doctors®

I nostri dottori esperti in urologia ci spiegano tutto quello che c’è da sapere sull’urologia ricostruttiva: cos’è, quali patologie tratta, il procedimento chirurgico, quali i rischi comporta e i tempi di recupero dopo l’operazione


Che cos’è l’urologia ricostruttiva?

La chirurgia urologica ricostruttiva può essere definita come la somma di procedimenti chirurgici che hanno l’obiettivo di correggere diversi tipi di ostruzioni delle vie urinarie e di sostituire, modificare o deviare i condotti urinari. Attraverso queste operazioni è possibile quindi preservare la funzione dei reni.

 

Quali sono i problemi che tratta l’urologia ricostruttiva?

Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra le ostruzioni (sia del tratto urinario superiore che dell’uretra) e le patologie che portano all’asportazione della vescica o di un segmento uretrale (di solito si tratta di malattie maligne), ricostruibili grazie all’utilizzo di parti dell’intestino. Per risolvere questi due tipi di problemi sono necessari infatti due diversi tipi di operazioni. Oltre a queste due macro aree esiste anche un insieme di procedimenti chirurgici riguardanti la sfera urogenitale e andrologica volti a risolvere malattie infettive, infiammatorie e malformazioni.

 

Come si effettua la chirurgia urologica?

La pieloureteroplastica e la chirurgia plastica uretro-vescicale vengono effettuate attraverso l’endoscopia e la laparoscopia, più raramente attraverso la chirurgia convenzionale. A seconda del luogo e dell’estensione del problema è necessario introdurre degli innesti. Quelli che danno migliori risultati sono ottenuti dalla mucosa buccale, che si trova all’interno della guancia.

L’uso dell’intestino permette di sostituire la vescica, grazie alla sua posizione anatomica è possibile mantenere la minzione attraverso l’uretra, con controllo volontario, riproducendo il modello naturale. Se per la posizione o l’estensione della malattia non fosse possibile utilizzare l’intestino, si usano tecniche con le quali è possibile condurre l’urina attraverso il tubo digestivo.

 

Quali rischi si corrono con la chirurgia urologica?

Oltre ai rischi tipici di ogni chirurgia, nelle tecniche ricostruttive c’è sempre un minimo rischio che si riproduca il disturbo iniziale, per esempio il ritorno di un tumore che era stato eliminato. Inoltre, trattandosi delle vie urinarie, il passaggio dell’urina obbliga il collocamento di tubi interni o esterni per condurla che evitino le apparizioni di fistole. 

 

Quali sono i tempi di recupero?

A volte il ricovero post-operatorio può prolungarsi, soprattutto nei casi di cistectomia con sostituzione o derivazione intestinale e in quelli di chirurgia aggressiva per trattare il tumore della vescica, che spesso richiedono terapie complementari. Durante la convalescenza si insegna al paziente il recupero del meccanismo di continenza, per riuscire a controllare di nuovo volontariamente la minzione.

 

Con la collaborazione del Dottor Ángel Roncalés Badal

 

 Redazione di Topdoctors

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Urologia


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