La prevenzione delle malattie oncologiche passa anche per una corretta alimentazione

Autore: Dott. Bruno Passaretti
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Editor: Jennifer Verta

Il Dott. Bruno Passeretti, esperto in Cardiologia a Bergamo, ci presenta le più recenti scoperte relative al delicato rapporto tra dieta e sviluppo di tumori.

Esiste una correlazione tra alimenti e tumori?

L’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nello sviluppo dei tumori è nota da tempo, ma è emersa a livello mediatico recentemente, quando una nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito come “probabilmente cancerogeno” il consumo di carne rossa, specie se trattata. Viceversa, una dieta ricca di proteine vegetali avrebbe un effetto protettivo soprattutto dalle patologie cardiovascolare e dal cancro.

È importante notare però che lo studio del ruolo della dieta nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e delle neoplasie non si può limitare ai singoli alimenti, ma deve estendersi all’analisi degli effetti delle interazioni degli stessi. Per questo sono stati elaborati negli ultimi anni delle scale per misurare la qualità dell’alimentazione ed è stato documentato che un miglioramento della stessa porta a una riduzione della mortalità per tutte le cause e in particolare a un ridotto rischio di cancro colo-rettale. Grazie a questa metodica è stato documentato che l’aderenza alla dieta DASH (che predilige grano integrale, frutta e vegetali e riduce drammaticamente le carni rosse o processate, dolci e bevande zuccherate) offre una protezione più efficace rispetto alla classica dieta mediterranea per quanto concerne il cancro colo-rettale.

Il microbiota

Un aspetto da non dimenticare nell’analisi dei vari stili alimentari è il rapporto tra alimentazione, immunità e infiammazione, anche alla luce della capacità di alcuni cibi di influenzare la composizione del microbiota intestinale. Quest’ultimo infatti è in grado di interagire sulla fisiologia dell’intestino peggiorando patologie quali lo scompenso cardiaco, l’aterosclerosi e il cancro. La dieta occidentale, ricca di proteine animali e acidi grassi saturi e scarsa in fibre causa, infatti, una mutazione negativa dell’ecosistema batterico intestinale, mentre l’assunzione di grano integrale riduce lo stato infiammatorio senza influire sul microbiota. Sono viceversa evidenti i benefici in termini di prevenzione del cancro della dieta vegetariana e della dieta mediterranea, seppur influenzati da diversi fattori, come fumo, età, menopausa, sesso e indice di massa corporea.

La dieta mediterranea è davvero la migliore?

Il concetto di dieta mediterranea deve però essere meglio esplicitato, dal momento che le ultime ricerche mostrano come negli ultimi sedici anni sia drammaticamente aumentata la percentuale di individui diabetici e obesi anche nelle regioni meridionali, tradizionalmente identificate come zone ad alto utilizzo appunto della dieta mediterranea. È evidente quindi che la dieta mediterranea non sia di per sé sinonimo di buona alimentazione, e che occorra specificare come nel suo ambito sia opportuno utilizzare grano integrale, non eccedere in vino ed evitare i superalcoolici, limitare il sale, i dolci e le bevande zuccherate e in generale rispettare un introito calorico corretto al fine di evitare sovrappeso e obesità. In questo senso riveste un certo interesse anche l’interrelazione tra dieta e infiammazione. Una dieta proinfiammatoria risulta infatti un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di tumore del colon-retto. Particolarmente importante è il ruolo degli acidi grassi trans-insaturi nello sviluppo di patologie cardiovascolari ed oncologiche. Questi acidi grassi che non sono sintetizzati dall’uomo e che non hanno alcun vero valore nutritivo, vengono assunti tramite il consumo di margarina, dolci, maionese, patatine fritte e altri cibi fritti tipici dei fast food aumentando in soggetti altrimenti sani l’infiammazione sistemica.

Al contrario sono ben noti i benefici del consumo di frutta secca e cereali integrali tipici della dieta mediterranea e vegetariana. Secondo le ultime ricerche infatti, noci e nocciole avrebbero un effetto protettivo da malattie come cancro, malattie cardiovascolari, diabete mellito, infezioni e malattie respiratorie, mentre i cereali integrali ridurrebbero l’incidenza del cancro colo-rettale del 12%, oltre ad avere un’azione antiinfiammatoria, prevenire l’insulino-resistenza ed aiutare a mantenere un peso corporeo ottimale.

Il ruolo dell’alcol

Infine, il consumo di alcol è oggi universalmente riconosciuto avere un ruolo nella promozione dei processi neoplastici. È emersa infatti un'associazione forte per quanto riguarda neoplasie del cavo orale, faringe, esofago, del colon-retto e della mammella. Tale associazione potrebbe essere rafforzata dall’interazione col fumo di sigaretta.

Tutto quanto detto sinora è riassumibile con le seguenti indicazioni: evitare le bevande zuccherate, limitare il consumo di cibi a elevato potere calorico, mangiare più vegetali, frutta, cereali, legumi, limitare la carne rossa (esempio manzo, maiale, agnello) ed evitare la carne rossa trattata, limitare le bevande alcooliche a due unità al giorno per gli uomini e una unità al giorno per le donne, non utilizzare supplementi dietetici ed infine limitare il consumo di cibi salati.

Dott. Bruno Passaretti
Cardiologia

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