La protesi totale dell'anca nell'artrosi

Autore: Dott. Claudio Pagnuzzato
Pubblicato: | Aggiornato: 08/03/2021
Editor: Antonio Mazzaglia

La protesi totale dell’anca è un intervento atto a curare patologie quali l’artrosi dell’anca ed ha percentuali di riuscita altissime. Il Dott. Claudio Pagnuzzato, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Milano, spiega quando è opportuno prenderla in considerazione

Cos’è l’Artrosi?

L’artrosi è una malattia degenerativa, progressiva, ed inarrestabile che colpisce uomini e donne dopo il quinto decennio di vita, e che si manifesta con la comparsa di dolore e di limitazione del movimento. Si determina così una riduzione della qualità di vita.  L’anca (o articolazione coxofemorale) è costituita dalla testa del femore e dalla cavità acetabolare, e ambedue sono rivestite da uno strato di cartilagine ialina che le rende perfettamente lisce e permette un’ottimale riduzione degli attriti oltre che un ottimo “scivolamento” di una superficie sull’altra. L’artrosi dell’anca è una patologia molto diffusa, la cui incidenza è in costante aumento, e che colpisce maggiormente le donne.

Potrebbe dirci qualcosa in merito ai sintomi e alla diagnosi?

Distinguiamo un’artrosi primitiva (senza una precisa causa sottostante identificabile) ed una secondaria (conseguenza di una deformazione anatomica dell’anca). I sintomi ed i segni dell’artrosi dell’anca sono: il dolore (solitamente riferito in sede inguinale, glutea ed irradiato al ginocchio) e la limitazione del movimento. Per la diagnosi è sufficiente una attenta visita ortopedica (meglio se uno specialista dell’anca) ed una radiografia standard del bacino (una TAC o RMN, a volte, ma come esami di secondo livello).

Quali sono le terapie maggiormente indicate?

Le terapie sono:

  • Terapia farmacologica: antinfiammatori;
  • Terapia infiltrativa: nei quadri iniziali, come trattamento “palliativo” (acido ialuronico);
  • Terapia chirurgica: protesi totale dell’anca.

L’intervento di protesi totale dell’anca permette una ripresa ottimale del movimento, la scomparsa del dolore e la ripresa di una vita pressoché normale. Inoltre, l’aumento della durata della vita media e della vita lavorativa, oltre che l’esigenza di un’autonomia personale, hanno fatto lievitare le richieste di tale intervento. Per queste ragioni l’intervento di protesi totale dell’anca può essere definito come “l’intervento del secolo”. La protesi totale non è un intervento obbligatorio ma consigliato, per migliorare la qualità di vita con alte percentuali di successo (92%-93%), e con una durata media di circa 15 anni (a condizione che il paziente faccia la dovuta manutenzione). Ad oggi la vita di un impianto protesico è sempre più lunga per via del miglioramento dei materiali utilizzati e delle tecniche chirurgiche. Bisogna comunque tenere ben presente che non esiste la “protesi eterna”.  Se “usurata”, una protesi può essere sostituita.

Ci si può sottoporre a quest’intervento a qualsiasi età?

L’età consigliata per sottoporsi ad un intervento protesico è dopo i 50 anni. Se però non vi sono alternative terapeutiche, si può eseguire a qualsiasi età ma nella consapevolezza che quasi certamente la protesi dovrà essere “sostituita”. L’esperienza del chirurgo è fondamentale sia nella scelta dell’impianto (il più idoneo per il paziente), che nell’esecuzione dell’intervento. È poi molto importante esporre in maniera esaustiva e comprensibile sia i vantaggi (molti) che gli svantaggi (eventuali complicanze). Infine, una volta eseguito l’intervento, la protesi deve essere costantemente controllata negli anni (come fareste con la vostra autovettura) per fare in modo che possa durare il più a lungo possibile.

Dott. Claudio Pagnuzzato
Ortopedia e Traumatologia

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